Novità e notizie

Trieste, avvio dei corsi di qualifica professionale per centralinisti telefonici

Avvio dei corsi di qualifica professionale per centralinisti telefonici
disabili visivi - anno scolastico 2013/2014.
L'Istituto Regionale Rittmeyer per i ciechi di Trieste sta organizzando per
l'anno scolastico 2013/2014 un corso per centralinisti telefonici disabili visivi per il
quale rimangono - allo stato attuale - alcuni posti disponibili.
Il corso di qualifica professionale per centralinisti telefonici, della durata di
nove mesi per n. 1200 ore, prenderà avvio nell'autunno 2013 per concludersi entro la
prima metà di luglio 2014.
La frequenza del corso è assolutamente gratuita; le province o i Comuni
devono assumersi soltanto la retta del convitto (se i corsisti non sono residenti nella
provincia di Trieste e intendono fruire dei servizi della nostra struttura).
Le persone interessate dovranno compilare il modulo allegato inviandolo al
nostro Istituto quanto prima e comunque non oltre il 28 agosto 2013.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria dell'Istituto al n.
telefonico 0404198911.
Distinti saluti.

vuoi sposarti?

Vuoi sposarti? Offresi moglie asiatica per uomo in sedia a ruote

ROMA. I primi quattro matrimoni si sono svolti tra il 25 e il 30 luglio a Manila e a Cebu, rispettivamente la capitale e una delle città più grandi delle Filippine. Quattro donne del luogo hanno sposato altrettanti uomini italiani, andati sul posto con lo scopo esplicito di incontrarle, conoscerle e sposarle. Così, dopo una piccola cerimonia con rinfresco, se ne sono tornati a casa con un nuovo stato civile e una nuova moglie al seguito. Due di questi uomini sono disabili: il primo ha 48 anni, è cieco e vive in provincia di Caserta, l’altro, in sedia a ruote, è anche lui over 40 e arriva da Napoli.

Galeotto delle novelle unioni “Matrimonio asiatico”, un’iniziativa della cooperativa sociale partenopea Iside rivolta a tutti quegli uomini soli, delusi sentimentalmente e desiderosi di sposarsi o risposarsi. Il servizio promette una famiglia felice, abbinando il matrimonio a un viaggio in un Paese esotico dove il futuro sposo avrà la possibilità di incontrare “una donna per la quale il centro della vita è rappresentato dal proprio marito, che ti amerà di un amore totalizzante, ti riempirà di mille premure e il cui unico ideale è quello di creare una stabile e felice famiglia”, si legge nel sito appositamente creato (www.matrimonioasiatico.it).

Su un banner in evidenza su Diversamenteagibile.it, sito dedicato all’accessibilità di strutture e attrazioni turistiche, il messaggio è anche più esplicito: «Vuoi sposarti? – si legge a corredo di una foto che ritrae una signora filippina e un uomo in sedia a ruote – ti assistiamo fino al matrimonio con donne asiatiche che sapranno amarti e prendersi cura di te”. “Il servizio è nato lo scorso marzo – spiega Carlo Niro, sociologo, già operatore sociale per conto di diverse cooperative sociali che operano nel campo della disabilità e oggi promotore di Matrimonio asiatico, nonché responsabile servizio clienti –. Pur senza troppa pubblicità, e a parte i quattro matrimoni già andati in porto, abbiamo all’attivo già una ventina di richieste, la metà delle quali da parte di persone seriamente interessate. A breve organizzeremo un altro viaggio”. L’idea, spiega Niro, è nata proprio dal suo lavoro di operatore sociale: “Lavorando, ho avuto modo di toccare con mano il desiderio di affettività e la frustrazione di non trovare una compagna presente in molti uomini con disabilità”. Da qui la realizzazione di un servizio che offra la possibilità di crearsi una famiglia a prezzi accessibili: “Tolto il viaggio e i costi vivi, la spesa ammonta a soli 500 euro, che costituiscono anche il guadagno per la cooperativa, la quale si impegna a garantire l’intero servizio dall’inizio alla fine”. Un’impresa, dunque, che per funzionare ha bisogno di grandi numeri. Un punto, quest’ultimo, su cui i promotori ripongono forti speranze: “Abbiamo cominciato a contattare alcune associazioni di Napoli, che hanno già mostrato un interesse di massima – confida il responsabile –. Per il resto vedremo dopo l’estate”.

Nel frattempo il sito del progetto dispensa grandi promesse, a cominciare dall’affidabilità della selezione e dalla serietà delle donne coinvolte. “Non ci crederete – dice Niro – ma per loro la molla principale non è quella economica. Sono persone che vogliono dare e ricevere amore. Hanno valori molto profondi e la disabilità non le spaventa: se il futuro marito ha bisogno di cure per loro non è un problema”. Intanto gli interessati possono vedere le foto delle donne sul sito dell’associazione: Jemalyn, Princess, Michelle sono solo alcune delle ragazze tra i 24 e i 32 anni, residenti nelle Filippine e in alcuni casi nei Paesi arabi, che Matrimonio asiatico ha selezionato con l’aiuto di un’agenzia locale. Tutte di garantita moralità e assoluta genuinità di valori, assicurano i promotori dell’iniziativa. E tutte pronte a seguire in Italia l’uomo che deciderà di sposarle. (antonella patete)

Carpi, deviazione linee Arianna rossa e gialla.

Informiamo i nostri lettori che a partire dal 19 agosto 2013 e fino a data da destinarsi, causa lavori in corso, le linee Arianna Rossa e Gialla, direzione fanti, fermate 3 febbraio e parco, verranno repplicate nella via parallela, guido fassi.
La stessa modifica è attivata anche per gli autobus a percorso extraurbano che viaggiano in direzione nord, Fossoli, Novi di Modena e Moglia.

La Redazione di UICIModena.
Giuliano Gilioli.

Disabilità e lavoro: un progetto dell’Anmil per dare dignità ai più deboli

Il lavoro come spazio per realizzarsi e acquistare più fiducia in se stessi. Sono questi alcuni degli obiettivi del progetto finalizzato all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, promosso dall’Anmil, l’associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi. Maria Cristina Montagnaro ne ha parlato con Claudio Messori, direttore agenzia per il lavoro Anmil Milano:

R. – Il progetto D.A.L. è un progetto che ha cercato di analizzare al meglio quello che poteva essere un contributo per l’inserimento dei soggetti più deboli: persone svantaggiate, con problematiche legate ad una disabilità mista, il più delle volte, con una connotazione di debolezza. Abbiamo visto la situazione di una ventina di persone e su queste persone abbiamo individuato quattro persone, quelle più a rischio. Il progetto prevede un percorso di tirocinio formativo, finalizzato all’occupazione.

D. – Che cosa si può fare per far rispettare la legge 68 del ’99, che sancisce l’obbligo di assunzione di persone con disabilità nelle aziende con più di 15 dipendenti?

R. – E’ una delle leggi più avanzate, a livello internazionale: in molti ce la invidiano. Peccato che poi il rispetto della legge non sia una conseguenza: tutte le aziende cercano, in una maniera o nell’altra, di evadere questa norma. Ci dovrebbero essere più controlli da parte dei servizi ispettivi, ci dovrebbe essere un raccordo di rete con tutti gli enti preposti per arrivare poi agli enti accreditati, che seguono questi percorsi e, soprattutto, si dovrebbe andare a segnalare nel caso in cui un datore di lavoro, sia pubblico che privato, non ottemperi alla norma.

D. – Quali sono le difficoltà più frequenti che le persone diversamente abili si trovano ad affrontare sul lavoro?

R. – Sono quelle di non accettazione, per cui vengono stigmatizzate. Di fatto non c’è la diretta accoglienza, non solo da parte dei datori di lavoro, ma molte volte anche da parte dei colleghi di lavoro stessi. Bisognerebbe quindi cercare di attivare una maggiore sensibilizzazione, una maggiore disponibilità, perché con l’inserimento di una persona disabile in azienda, si valorizzano non solo le capacità delle persone, ma anche il lavoro del gruppo, dei colleghi.

Cecilia Cammellini ha scelto di non partecipare ai Mondiali di nuoto paralimpico.

Camellini e quel "no" ai Mondiali

Ecco perché la campionessa formiginese non scenderà in vasca oggi a Montreal.

MODENA. Un’estate di meritato riposo. Cecilia Camellini si è presa una pausa e, pur non rinunciando al allenarsi, ha scelto di non partecipare ai Mondiali di nuoto paralimpico in programma da oggi in Canada, a Montreal. Una decisione presa con il cuore e con la testa, nella consapevolezza che anche una rinuncia ad un impegno quasi certamente ricco di nuove soddisfazioni può essere una tappa fondamentale di un percorso di vita personale e professionale. Non chiamatelo, dunque, anno sabbatico, perché questa definizione non rispecchierebbe quanto fatto dalla campionessa formiginese dopo i trionfi alle Paralimpiadi di Londra di nemmeno un anno fa e farebbe immaginare una Cecilia Camellini estraniata da un futuro che, invece, ha ben chiaro, tanto da continuare a costruirselo giorno dopo giorno. Cecilia, quando hai maturato questa decisione? «Tra marzo ed aprile. Ammetto che ho sudato sette camicie prima di decidermi a comunicarla. D’altronde ero combattutissima: c’era un 51% di me che mi consigliava di fermarmi un attimo e un 49% che invece diceva l’esatto contrario. Fino a quel momento mi ero sempre allenata con il pensiero dei Mondiali. Poi, però, ci ho riflettuto bene e ho pensato che a volte le rinunce servono ad ottenere qualcos’altro. Questo è ciò che voglio: di sicuro la mia non è un’estate di puro relax, anzi, non andrò nemmeno in vacanza». Quali sono, dunque, i tuoi obiettivi? «Ora come ora, portare a termine gli esami universitari che mi mancano per completare il secondo anno di Psicologia, a Cesena. Conto di concludere il percorso triennale la prossima estate per poi specializzarmi in psicologia sportiva». Un amore per la psicologia molto vicino a quello per il nuoto, par di capire. «È l’ambito nel quale vorrei lavorare in futuro, mi ha sempre affascinato». Torniamo al “no” ai Mondiali. Rinunciare a scendere in vasca da bi-campionessa olimpica e soprattutto a difendere i due ori e i due argenti conquistati ad Eindhoven 2010 è anche una decisione carica di responsabilità. «Lo è e non nego che alcune persone, in ambito agonistico, non l’abbiano capita, travisando le mie scelte degli ultimi mesi. Eppure, per me, questa è una tappa quasi obbligata di un percorso di vita. L’ultimo anno è stato molto faticoso, ho girato un po’ dappertutto dopo i successi a Londra. Portare al collo due ori olimpici significava già addossarsi un grosso carico di responsabilità». Sbagliamo a dire che Cecilia Camellini ha utilizzato i suoi trionfi alle Paralimpiadi non a titolo autocelebrativo, ma per dare ancora più voce al mondo sportivo paralimpico? L’impressione è che tu sia stata una vera ambasciatrice. «Questo era il mio intento. In tutto ciò che ho fatto, nei viaggi per ricevere riconoscimenti, nelle esperienze vissute da “madrina” o da semplice ospite ho sempre cercato di dare voce allo sport paralimpico. Ho sentito il bisogno ma anche il dovere di portare la mia testimonianza, affinché l’attenzione restasse alta. Non mi stancherò mai di ripetere quanto sia importante lo sport per una persona disabile, ma soprattutto bisogna lavorare tanto per abbattere quelle barriere che ancora oggi esistono. D’altronde non nasce per caso la mia volontà di specializzarmi in psicologia sportiva». In Italia, dove Cecilia Camellini è ora la nuotatrice più vincente, è cambiato qualcosa? «Qualcosa sì, ma si può fare ancora tanto. In altri Paesi sono molto più avanti di noi per quanto riguarda l’integrazione della disabilità in ambito sportivo e sociale. Ma noi italiani possiamo fare tutto in una volta, se ci mettiamo d’impegno. Speriamo sia così anche in questo ambito…». Intanto, da parte della Federnuoto, c’è stata l’apertura al nuoto paralimpico in occasione del Trofeo Settecolli. E tu sei subito andata a medaglia anche contro le cosiddette atlete normodotate. «Già questo è stato un passo avanti, ma l’integrazione è stata solo parziale: la manifestazione, infatti, comprendeva nuoto olimpico e paralimpico soltanto nei 100 stile. Quindi solo poche persone con disabilità hanno potuto partecipare». Provocazione. Il fatto che tu non sia ai Mondiali potrebbe rischiare di far calare l’attenzione sulla manifestazione e, di conseguenza, riportare le cose indietro? «Purtroppo abbiamo già avuto la conferma che, l’anno successivo a quello olimpico, l’interesse cala sempre. Poche settimane fa ci sono stati i Mondiali di atletica, l’Italia ha vinto anche medaglie importanti, eppure se n’è sentito parlare poco. Anche a livello mediatico ci è stato dato meno di quanto promesso. Nel mio piccolo, comunque, sto facendo e farò di tutto per far sapere che in Canada ci sono i Mondiali. E faccio il tifo per i miei compagni, con cui sono in contatto». Cecilia, davanti alla televisione, non teme che qualche atleta in vasca possa rubarle i due record mondiali (50 e 100 stile) che ancora detiene? «Quello dei 50 lo vedo molto a rischio. Incrocerò le dita, oppure mi toccherà andarlo a riconquistare presto…».

di Marco Costanzini

Cercasi ADDETTO ALLA VENDITA PART TIME CARPI - APPARTENENTE ALLE CATEGORIE PROTETTE

Vistasi è la più grande catena di ottica low-cost in Italia. Nata nel 2001 con l’acquisizione di alcuni negozi di una catena di ottica del Lazio, attualmente conta oltre 80 punti vendita diffusi su tutto il territorio nazionale, situati nei centri abitati o nei centri commerciali. VistaSì è infatti presente sia con negozi diretti a propria insegna, sia come fornitore di servizi in circa 70 corner shops di ottica negli ipermercati delle principali insegne della grande distribuzione organizzata. VistaSì propone tutto l'anno un'offerta conveniente su tutti i comparti dell’ottica, forte di un elevato potere di acquisto che si è consolidato negli anni grazie ai propri punti vendita, alla solidità del gruppo e all’esperienza e professionalità dello staff. VistaSì garantisce sempre un’offerta conveniente con un ottimo rapporto qualità/prezzo salvaguardando la dimensione essenziale dei beni e servizi offerti.Anche i punti vendita vanno in questa direzione, arredi puliti e basilari ma caratterizzati da una facilità di accesso ai prodotti, comunicazione impattante e chiara per una semplicità di scelta e di riconoscimento dei prodotti. Il personale, disponibile, professionale e qualificato, è sempre a disposizione della clientela per fornire assistenza e consigli nella scelta.

ADDETTO ALLA VENDITA PART TIME CARPI - APPARTENENTE ALLE CATEGORIE PROTETTE
Addetto/a Vendita Carpi (Mo) - Appartenente Categorie Protette
Azienda operante nel settore del commercio di prodotti ottici, ricerca, per nostro punto vendita di Carpi (MO), un/a Addetto/a alla Vendita Part Time 21 Ore settimanali appartenente alle Categorie Protette (l. 68/99).

Per nostro punto vendita sito in centro commerciale nella zona di Carpi (Mo), cerchiamo una persona iscritta alle Categorie Protette (% > 46) da inserire nel nostro staff vendita.

Il/la candidato/a ideale ha conseguito il Diploma di Scuola Media Superiore, ha una buona conoscenza dei principali strumenti informatici, è dotato di una naturale propensione a lavorare in team e a contatto con il pubblico.

L’esperienza nella vendita assistita e l’appartenenza alle Categorie Protette, costituiranno requisiti indispensabili per accedere alle selezioni.

Inserimento: Inquadramento contrattuale da definire.

La ricerca è aperta ad ambosessi.

Si prega di inviare CV con foto e indicazione della % di invalidità

Sede di lavoro: Carpi, MO (Italia

Agevolazioni fiscali per non vedenti – Documentazione – Parere Agenzia delle Entrate 24.7.2013

E’ con soddisfazione che siamo a rendere noto il parere 24 luglio 2013 della Agenzia delle Entrate, in risposta ad una nostra istanza presentata il del 9 febbraio 2012 prot. UICI PARTENZA n. 2149 (all.ti 1 e 2).
L’Agenzia delle Entrate ritiene corretta la soluzione proposta dall’Unione, in base alla quale i soggetti non vedenti hanno diritto a godere di un trattamento fiscale di favore per l’acquisto di beni agevolati (ad es. sussidi tecnici ed informatici, ausili assistivi, auto, etc), presentando ai rivenditori la certificazione medica della Commissione ASL di prima istanza dalla quale risulti espressamente che il richiedente sia riconosciuto cieco totale, cieco parziale o ipovedente grave, rispettivamente ai sensi degli artt. 2, 3 e 4 della legge n. 138/2001.
Sull’argomento, che ci sta a particolarmente a cuore, in piu’ occasioni l’Unione ha chiesto all’Agenzia delle Entrate una posizione ufficiale (vedasi anche intervento contro ELDO S.p.A. prot. UICI PARTENZA n. 3507 del 7 marzo 2012), perche’ troppo spesso si sono venuti a creare equivoci, dovuti alla poca conoscenza della specifica normativa da parte dei rivenditori, sulla necessita’ di presentare una documentazione che faccia riferimento, oltre alla minorazione visiva, anche all’art. 3 della legge n. 104/92, a cui la “Guida alle agevolazioni fiscali per disabili” fa sporadicamente riferimento per altre ragioni.
Cio’ ha creato numerosi disagi ai minorati della vista che, talvolta, non riuscendo a spiegare o chiarire il portato delle norme vigenti, hanno dovuto produrre piu’ certificazioni per la medesima finalita’, ovvero si sono visti perfino negare il godimento di diritti soggettivi riconosciuti dall’ordinamento giuridico.
Con circolare del 30 luglio 2001, n. 72 (all. 3), l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito i dubbi sorti nell’individuazione dei soggetti non vedenti titolari del diritto alle agevolazioni fiscali IVA e IRPERF, con particolare riguardo agli “ipovedenti”, per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici, e per l’acquisto di autoveicoli.
L’Agenzia, in quell’occasione, si e’ limitata pero’ a indicare quali fossero le categorie di portatori di handicap visivo alle quali competessero tali benefici:

ciechi totali
a) coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi;
b) coloro che hanno la mera percezione dell'ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore;
c) coloro il cui residuo perimetrico binoculare e’ inferiore al 3 per cento.
ciechi parziali
a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare e’ inferiore al 10 per cento.
ipovedenti gravi
a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare e’ inferiore al 30 per cento.

Per l’individuazione della documentazione di rito da esibire, nulla era stato detto al riguardo, rinviando a circolari precedentemente emanate dalla stessa Agenzia (n. 74 e n. 207 del 2000, n. 46 dell’11 maggio 2001 e n. 21 del 23 aprile 2010), dove, pero’, si parlava unicamente di acquirenti con handicap psichico e fisico impossibilitati a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore (ingenerando confusione tra gli invalidi civili in senso stretto e, dall’altra parte, minorati della vista e sordi).
Per risolvere eventuali difficolta’ in sede di acquisto di un sussidio o un auto da parte di un soggetto non vedente a cui viene richiesta anche la certificazione attestante lo stato di handicap ai sensi della legge 104/1992, noi dell’Unione abbiamo sempre fatto valere, non senza una certa difficolta’, il dettato della Guida alle agevolazioni fiscali per disabili, laddove a pagina 11 si legge che .
Recentemente si e’ anche verificata la circostanza secondo la quale la Agenzia delle Entrate, per conto di una sua Direzione provinciale, abbia preteso, da un nostro socio, (prot. UICI ENTRATA n. 13384 del 5 agosto 2013).
Tutto cio’ considerato, tenuto conto dell’orientamento espresso nel parere in allegato, ci attestiamo fermamente su quanto chiarito: , ai sensi della legge n. 138/2001, sia per l’applicazione dell’aliquota IVA del 4 per cento, sia per fruire della detrazione del 19 per cento delle spese.
Naturalmente, restano impregiudicate le ulteriori norme che richiedano una diversa ulteriore documentazione, quale, ad es., il certificato attestante il nesso funzionale tra la menomazione e il sussidio da acquistare.
Anche sotto questo aspetto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito precise delucidazioni.
Per evitare abusi, infatti, oltre al certificato medico-legale di riconoscimento dello stato invalidante, i richiedenti disabili devono produrre al venditore (all. 1).
Detta certificazione e’ valida anche per fruire della detrazione IRPEF del 19 per cento delle spese riguardanti i cani guida, considerati tra i mezzi necessari per la locomozione dei non vedenti, nel rispetto delle condizioni ivi previste.
In tal modo, tramite la produzione di una unica documentazione pubblica, di cui tutti i minorati della vista sono in possesso, si ovvia a ogni possibile equivoco interpretativo e si facilita non poco l’accesso dei ciechi e degli ipovedenti ai benefici ad essi riservati.
Forti del parere d’autorita’ dell’Agenzia delle Entrate, se ne deduce cosi’ che, qualora un negoziante richiedesse perentoriamente ad un non vedente la certificazione sanitaria rilasciata ai sensi dell’art. 3 della legge n. 104/1992, l’interessato cieco totale, parziale e ipovedente grave potra’ esibire la documentazione qui trasmessa, per noi dell’Unione piu’ che sufficiente a chiarire eventuali equivoci in sede di acquisto di sussidio o di un auto.
Se, invece, il diniego appare incrollabile, consigliamo allora di richiedere a tale rivenditore con poca conoscenza della normativa il rilascio di una dichiarazione scritta, che confermi, sotto la propria responsabilita’, il rifiuto alla vendita agevolata di fronte alla produzione, da parte dell’acquirente non vedente, della certificazione della Commissione ASL di prima istanza, unitamente alla specifica prescrizione autorizzativa da parte del medico oculista.
Il passo successivo sara’, poi, quello di rivolgersi direttamente alle autorita’ giudiziarie preposte, per presentare, dichiarazione scritta alla mano, un formale esposto contro il rivenditore inottemperante alle leggi.
Data l’importanza del contenuto, si pregano le strutture in indirizzo di dare alla presente circolare la massima diffusione.
Con l’occasione, vogliamo richiamare alla mente la normativa speciale prevista dal nostro ordinamento per l’acquisto agevolato di beni ed auto al servizio di non vedenti:

Settore auto
DPR 26 ottobre 1972, n. 633, punto 31) Tabella A, cosi’ come modificato dall’art. 50 della legge 342 del 21 novembre 2000 (l’aliquota IVA agevolata si applica alle cessioni di veicoli )
Sussidi tecnici ed informatici
decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, art. 2
decreto ministeriale del 14 marzo 1998, art. 2, commi 1 e 2. Al riguardo, si ritiene che gia’ il decreto di attuazione nel richiedere il “certificato attestante l’invalidita’ funzionale permanente rilasciato dalla unita’ sanitaria locale” non abbia inteso riferirsi esclusivamente al certificato rilasciato dalla commissione per l’accertamento dell’handicap legge n. 104/92, ma .
Per quanto riguarda l’IRPEF, art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR (gia’ art. 13-bis del TUIR), come modificato dall’art. 1, comma 1, del medesimo decreto legge n. 669 del 1996 che ha introdotto anche l’aliquota IVA agevolata.

Cani guida
art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR, come modificato dall’art. 6, comma 1, lett. e), della legge n. 488 del 1999

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Guerra: nessuna revisione scala equivalenza

Guerra: nessuna revisione scala equivalenza

di Sara De Carli

Licenziato ieri il parere delle Commissioni, con nove richieste di modifiche. A metà settembre il nuovo DPCM potrebbe essere in aula.

ROMA. «Le osservazioni fatte dalle Commissioni verranno certamente prese in considerazione e realizzate dal Governo. Se sente una titubanza nella mia voce è solo perché non abbiamo ancora fatto i conti e stabilito esattamente come realizzare gli obiettivi suggeriti, ma sono molto tranquilla e soddisfatta, perché l’impianto del decreto non è stato messo in discussione»: così il viceministro Maria Cecilia Guerra commenta le osservazioni mosse ieri dalle Commissioni Finanze e Affari Sociali della Camera allo schema di decreto sul nuovo Isee. Un parere favorevole, accompagnato però da alcune osservazioni (come già era accaduto al Senato) e in realtà da un dibattito articolato e preoccupato, sia dentro che fuori dal Parlamento. Scelta Civica, per dire, ieri si è astenuta, dicendo che «siamo ancora distanti da una rimodulazione efficace e soddisfacente. Auspichiamo da parte del governo uno sforzo in più affinché il coefficiente dei figli a carico aumenti in misura consistente». L’aveva chesto in particolare Mario Sberna, segnalando come nell’Isee il peso dei figli cala al crescere del numero dei figli stessi, mentre al contrario nella Tares il peso cresce: «quanto pesa questo figlio? Se c’è da dare, tanto; se c’è da prendere, poco», aveva detto.

Questo punto, però, è respinto dal viceministro Guerra: «una rimodulazione delle scala di equivalenza? No, non mi sembra sia tra le richieste fatte», dice. In effetti nel parere licenziato, tra le nove osservazioni fatte, questa revisione – che era una delle richieste basilari del Forum delle Associazioni Familiari – non c’è. Ci sono invece la richiesta di confermare l'esclusione dal campo di applicazione del nuovo ISEE delle prestazioni assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario; di prevedere un trattamento più favorevole per quelle situazioni in cui, in presenza di un reddito della persona disabile molto basso o nullo e, contestualmente, di beni patrimoniali, la detrazione prevista nel nuovo ISEE potrebbe non operare pienamente; di intervenire sulle franchigie e di prevedere uno specifico intervento per le famiglie con figli minori disabili; a tutela delle famiglie più numerose, di rivedere la franchigia massima di euro 10.000, prevista ai fini della determinazione del valore del patrimonio mobiliare.

Il Ministero – dice il viceministro Guerra – a inizio settembre sarà pronto per licenziare il nuovo DPCM, a cui però seguire il concerto con il Ministero dell’Economia e con il Governo: a metà settembre quindi il nuovo Isee potrebbe essere di nuovo in Aula per la sua approvazione definitiva.

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Comune di Modena, stanziati altri soldi per i più deboli.

Il Comune ha stanziato circa 95mila euro per garantire il sostegno a bambini e ragazzi disabili e un aiuto economico alle famiglie in condizioni di bisogno...

http://www.modenatoday.it/cronaca/centri-estivi-modena-voucher-agosto-20...

Comune di Modena, parte il progetto Home Care Premium.

di EMANUELA ZANASI TRA I TANTI servizi messi in campo dal Comune per aiutare le cosidette utenze deboli', c'è un progetto pensato per non rompere la quotidianità degli interessati, ma allo stesso tempo tendere una mano dall'esterno'.

Si chiama Home care Premium' e prevede proprio un servizio di assistenza economica per diverse categorie deboli.

Il progetto, attivato dall'Amministrazione, è infatti dedicato a dipendenti e pensionati pubblici non autosufficienti e ai loro famigliari.

Nel concreto, stiamo parlando di un assegno che va da 200 a 1300 euro al mese che si pone l'obiettivo di coprire la spesa di prestazioni assistenziali per un anno.

Il progetto, destinato a 200 persone, è finanziato con lo 0,35 % dei contributi che i dipendenti pubblici hanno versato alla cassa dell'Inpdap.

L'assegno servirà per comprare servizi presso strutture che fanno assistenza domiciliare oppure per pagare una collaboratrice famigliare.

Oltre ad interventi di assistenza diretta il progetto prevede anche attività di informazione, consulenza e formazione.

Tutti servizi rivolti agli stessi non autosufficienti, ai familiari, ai care givers, ai volontari, agli assistenti familiari, che si pongono lo scopo di fornire un supporto completo per ogni tipo di difficoltà, non solo economica, che si può presentare nella vita di una persona non autosufficiente.

La domanda per ottenere questo sostegno può essere presentata dal cittadino non autosufficiente o da un familiare o dall'amministratore di sostegno del soggetto, tramite il sito dell'Inps (www.inps.gov.it).

Ci si può in alternativa rivolgere agli sportelli sociali dei Poli territoriali cittadini (Polo 1, Centro Storico-San Cataldo, in piazzale Redecocca, tel.

059/2033620; Polo 2, San Lazzaro-Modena Est-Crocetta, in via Moranti 55, tel.

059/2033999; Polo 3, Buon Pastore-Sant'Agnese, in via Viterbo 74, tel.

059/2034300; Polo 4, San Faustino-Madonnina Quattro Ville, in via Newton, 150 tel.

059/2034000).

Tutte le informazioni si possono poi richiedere scrivendo all'indirizzo mail homecarepremium@comune.modena.it.

La valutazione di ammissibilità avviene sulla base del livello di non autosufficienza e del valore Isee.

L'assistente sociale referente contatta il richiedente per fissare un appuntamento a domicilio in cui effettuare la valutazione di non autosufficienza e individuare specifici programmi socio assistenziali.

Qualora i beneficiari fossero minori, tale valutazione consiste esclusivamente nell'accertamento dell'handicap.

Le istanze vengono in seguito esaminate dalla Direzione regionale Inps gestione ex Inpdap che, dopo la verifica, ne autorizza la presa in carico per un anno.

Per la definizione del contributo, alla somma si sottrae il valore dell'indennità di accompagnamento o di frequenza eventualmente percepiti.

Una volta rilevata la sostenibilità dell'intervento, tra il soggetto beneficiario, il Comune e l'Istituto viene sottoscritto il patto socio-assistenziale-familiare che identifica le competenze in capo a ciascun soggetto.

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