Novità e notizie

NOVITÀ importanti in arrivo per chi viaggia in autobus.

Dal 10 giugno entrerà in vigore una nuova mappa di percorsi che mira a potenziare la copertura delle aree e a rendere più efficienti i tragitti di alcune linee.
Le modifiche riguardano sette delle quattordici linee urbane (1; 3; 4; 8; 12; 13 e 14, oltre al Prontobus).
Il cambiamento che in questo momento fa più discutere è quello legato alla controversa pedonalizzazione di Piazza Roma dove è prevista l'eliminazione del transito dei bus lasciando però il filobus.
Il numero 4 da corso Canalgrande non svolterà pertanto più in via Accademia ma proseguirà verso i Giardini ducali, svolterà in via Cavour e si ricongiungerà al percorso attuale su corso Vittorio Emanuele.
Un'altra novità riguarda il villaggio di via Marinetti, i cui residenti da tempo si sentono troppo isolati.
Da lunedì prossimo infatti la linea 8 entrerà con due nuove fermate nel quartiere tornando poi sul percorso tradizionale di via Panni.
Via Sant'anna sarà invece servita dai bus 13 e 13A che ogni ora prolungheranno la corsa fino al carcere con l'attivazione di quattro nuove fermate.
ANCHE la residenza per anziani Ducale 2' in via Ariete, zona villaggio Giardino, potrà contare di un servizio fornito dalla linea 1B.
Cambiamenti in vista anche per le zone musicisti e Modena est che vedranno un riassetto delle linee 12, 3 e 14.
A subire le modifiche più radicali sarà il 12 il cui percorso verrà deviato da via Gerosa e Finzi alla zona di via Santa Caterina.
Sulla linea 14 infine verrà potenziato il collegamento tra la Nonantolana e la zona Menotti/Ferrari.
Novità importante per i Prontobus, oltre alla semplificazione dei percorsi, sarà l'accesso all'anello delle tangenziali.
«Abbiamo due vincoli sottolinea Maurizio Maletti, amministratore di aMo non spendere un euro in più e servire più parti di città e più cittadini.
Modena è stata virtuosa; mentre le città medie hanno perso l, 5% di passeggeri negli ultimi quattro anni, a Modena sono aumentati dell'8% senza aumentare i costi».
Sono18 i passeggeri medi su ogni bus a Modena.
La punta di diamante' resta la linea 7 con oltre 26 passeggeri medi a corsa.
E a proposito di costi Maletti ribadisce, contrariamente a quanto annunciato da Seta, che non ci saranno aumenti sui biglietti.
«Se ci saranno decisioni regionali non esiteremo a confrontarci con la Regione dice ma non saremo i primi della classe negli aumenti».
Anche sulla discussa tassa' per la conversione dell'abbonamento aMo ribadisce la sua contrarietà e annuncia novità per i prossimi giorni.

12 Giugno 2013 Convocazione del Consiglio Sezionale

UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI
ONLUS - Sezione Provinciale di Modena
“Mariangela Lugli”
Via Baraldi, 50 - 41124 Modena
Tel. e Fax: 059/300012 E-mail: uicmo@uiciechi.it

Convocazione Consiglio Direttivo.

Il giorno 12 Giugno 2013, alle ore 14,30 presso la Sede dell’Unione Italiana Ciechi, Sezione Provinciale di Modena in Via Baraldi n° 50, avrà luogo la riunione del Consiglio Direttivo dell’U.I.C.I medesima per discutere il seguente ordine del giorno:

1) Lettura verbale consiglio precedente
2) Comunicazioni del Presidente
3) Verifica e presa di posizione del Consiglio inerente la manifestazione del 11/12 maggio
4) Richiesta autorizzazione cabina elettrica
5) Risoluzione contratto comodato locali Viale Gramsci e disdetta della licenza.
6) Resoconto RAID in TANDEM
7) Richiesta contributo socio
8) Contributo corso internet
9) Riflessioni sull’assemblea della nostra Cooperativa
10) Proposta di convocazione assemblea soci ordinaria/straordinaria il 6/7/2013
11) Apertura uffici distaccati Unione ciechi sede Via don Milani
12) Nuovi orari apertura uffici Via Don Milani e sede via Baraldi
13) Nuovi incarichi ai dipendenti sezionali Tosi Simona e Albericci Alessandro
14) Ridistribuzione incarichi ai volontari
15) Iscrizione soci sostenitori
16) Iscrizione nuovi soci
17) Varie ed eventuali.
A Tutti coloro che vorranno partecipare come uditori chiediamo di segnalare la propria presenza contattando la nostra segreteria al numero di telefono 059 30 00 12, mettendoci, di fatto, nella condizione di approntare al meglio i locali sezionali.
Confidando nella Vs. partecipazione per un proficuo dibattito, porgo i miei più cordiali saluti.

Il Presidente
Ivan Galiotto

La vergogna dei falsi invalidi

L'ULTIMA mazzetta la intasca il medico legale dell'Inps. È lui che dovrà
attribuirsi e poi approvare le pratiche "segnalate". Quelle false,
comprate per
cinquemila euro dagli aspiranti invalidi. Falsi anche loro. Come le loro
finte malattie. Ciechi che ci vedono benissimo. Paraplegici che corrono.
Sordi
che ascoltano la radio. Sono i malati immaginari, quelli che ogni anno
rubano alle casse dello Stato più di un miliardo di euro. Secondo una
stima delle
associazioni, in Sicilia su 292 mila invalidi sarebbero circa 20.000 i
"falsi". L'Isola è preceduta solo dalla Campania nella lista nera delle
aree in
cui il fenomeno pare essere maggiormente radicato: qui, il 42 per cento
dei controlli delle forze dell'ordine ha dato esito positivo. Mentre,
sempre secondo
i dati forniti dall'Inps, le pensioni illegali revocate sono quasi il 34
per cento. L'importo medio mensile è pari a 406,25 euro.

Il danno erariale accertato dal comando regionale della Guardia di
Finanza, in un solo anno, ammonta a circa 20 milioni di euro. Sospetti i
dati relativi
ai ciechi il cui numero nella regione è quasi 3 volte superiore alla
media: 145 ogni 100mila residenti (in Lombardia sono la metà e nel resto
d'Italia
la media è di 60). Non a caso, quella del finto cieco è una delle truffe
di maggior successo tra gli aspiranti invalidi. Una commedia criminale
messa in
scena a regola d'arte, mazzetta dopo mazzetta, con tanto di attori
(camici bianchi con tessera di partito, dirigenti corrotti dell'Asl) e
registi (politici

e uomini d'onore).

Uno scambio alimentato da soldi, favori e voti. Se messi insieme, quelli
dei finti malati siciliani potrebbero eleggere ogni anno 4 deputati alla
Camera,
8 deputati regionali e l'intero consiglio comunale di una città come
Agrigento. E forse non è un caso se proprio in Sicilia le pensioni
d'invalidità liquidate
durante i periodi elettorali sfiorano numeri due volte superiori alla
norma. Un esempio? Nel 2003, in occasione delle provinciali a Palermo,
il numero
dei nuovi invalidi è raddoppiato passando dai 6.348 del 2002 ai quasi
12.000 del 2004 (ci vogliono circa 355 giorni per incassare
l'approvazione dell'invalidità).
Per le elezioni regionali del 2008 sono state addirittura 55.018 le
pensioni liquidate dall'Inps in Sicilia, 15 mila in più rispetto a
quelle di un anno
prima. Trucchi e raggiri che il dottor Mario Russo conosce bene. E sa
altrettanto bene che svelarli potrebbe costargli caro. Per questo Mario
Russo è un
nome di fantasia.
Da circa 30 anni lavora come medico di famiglia in un paesino in
provincia di Palermo. Ed è proprio lì, nei piccoli studi dei medici
della mutua che la
truffa muove i suoi passi prima di arrivare in cima alla piramide.
"Qualche anno fa - racconta Russo - uno dei miei pazienti si
presentò con un certificato
medico firmato da un presunto specialista. Nel documento c'era un elenco
di patologie. Tutte fasulle naturalmente. Lo so perché avevo in cura
quell'uomo
da un bel po' di tempo. Voleva che le inoltrassi all'Inps. Io mi
rifiutai. Non la prese bene. Alzò i tacchi e lasciò lo studio. Qualche
mese dopo ebbi
modo di capire chi l'aveva mandato e perché".

IL COLLETTORE DI ASSEGNI
Disoccupati, cassintegrati, poveri e delinquenti. Gli aspiranti falsi
invalidi, come rivelato dalle indagini delle Fiamme gialle, vengono dai
ceti più
bassi della società. Ma ottenere un "salario" mensile per una patologia
inesistente non è una loro iniziativa. Molti non ne conoscono nemmeno
l'esistenza.
La falsa invalidità è una proposta. A farla sono personaggi spesso
vicini agli ambienti mafiosi, portantini e pregiudicati, spicciafaccende.

VIDEO 1 / Finti chiechi sullo scooter o al bancomat

Sono i collettori delle domande, procacciatori di assegni che per
cinquemila euro impacchettano la truffa e trasformano un "normale"
cittadino in un malato
virtuale. "C'è un vero e proprio tariffario - continua Russo -
aggiornato al 2012. L'operazione costa 5 mila euro. Un prezzo non
negoziabile. In contanti
e anticipati". Un prezzario confermato dal pentito Alessandro Galante
nelle sue "confessioni " al pm Sergio Demontis nell'inchiesta che nel
2007 portò
all'arresto di 20 persone tra dirigenti e funzionari dell'Asl di Palermo
e alla scoperta di più di mille pratiche fasulle. "Lo spicciafaccende -
ha raccontato
Galante, ex impiegato dell'Asl - percepiva, come da accordo precedente
con la persona richiedente, tutta la somma degli arretrati", ovvero il
credito
accumulato dall'assistito dal momento della domanda a quello del
riconoscimento dell'invalidità. I cinquemila euro non sono per loro.
"Quelli - ha svelato
Galante - servivano per pagare i favori del personale dell'Ausl, i
medici e funzionati coinvolti nello "scambio". Se il dottor Russo avesse
accolto la
richiesta del suo paziente, non avrebbe dovuto far altro che inserire le
false patologie in un altro certificato medico e trasmettere la pratica
all'Inps.
Un servizio a costo zero. La torta delle mazzette infatti non prevede
alcuna fetta per i medici della mutua, costretti a inoltrare la falsa
certificazione,
pena la perdita del paziente. Russo, negli ultimi 4 anni, è passato da
1500 pazienti a poco meno di 600.

I RAGGIRI DELL'ASL
La finta pratica, a questo punto, arriva sulla scrivania dell'Inps e
viene girata alla commissione d'invalidità dell'Asl. La prima bustarella
finisce dritta
dritta nelle tasche del segretario della commissione. Spetterà poi a lui
il compito di consegnare i documenti ad un membro coinvolto nella truffa
(terza
mazzetta). Le commissioni sono pagate a cottimo dallo Stato: 7 euro a
pratica per ognuno dei medici, tre dei quali nominati dal direttore
generale. In
alcuni casi a Palermo una commissione arriva a smaltire anche fino a 40
pratiche a seduta. Un'attività che, senza ulteriori "aggiunte" illegali,
può assicurare
ad un camice bianco più di 280 euro in un solo pomeriggio. Soldi puliti,
che evidentemente a molti non bastano.

VIDEO 2 / La partita a carte dei non vedenti

Lo scorso marzo, dopo un'irruzione negli uffici dell'Inps di Agrigento,
gli agenti della Digos hanno sequestrato centinaia di documenti relativi
alle visite
mediche e alle concessioni di invalidità civile. Nell'inchiesta
sarebbero indagate numerose persone fra le quali medici, funzionari e
dipendenti dell'Asl.
Nel mirino degli inquirenti, il lavoro svolto proprio dalle commissioni
di invalidità. L'ordine dei medici di Palermo, per bocca del suo
vicepresidente
Giovanni Merlino, fa sapere di "avere le mani legate". "Vorremmo fare di
più - dice - ma non abbiamo poteri ispettivi. Amministriamo la
giustizia all'interno
del nostro ordine con un regolamento fermo al 1946. Dobbiamo sempre
rivolgerci ai magistrati per esaminare gli atti e capita spesso di
apprendere i reati
dei nostri iscritti dalle pagine dei giornali".

L'ULTIMA MAZZETTA
Dopo il beneplacito della commissione, la pratica adesso è a un passo
dalla meta. L'ultimo livello di controllo è di nuovo l'Inps che tramite
un medico
del centro legale dovrà accertare se le patologie, già approvate
dall'Asl, sono reali. Il dirigente in questione con funzione apicali è
collaborato da
un certo numero di medici sottoposti, in genere pochi per non
frammentare troppo la torta. Già, la torta. La decisione del medico
legale è cruciale al
fine di ottenere la falsa invalidità. Sarà lui ad intascare la
bustarella più "ricca " (circa 2 mila euro). Senza la sua approvazione
l'aspirante invalido
che ha pagato 5 mila euro rischia di trovarsi con un pugno di mosche in
mano e far partire una denuncia che potrebbe sfasciare il giocattolo
della truffa.
Ottenuta la pensione, al finto disabile non resta che recitare la parte.

VIDEO 3 / Il calcio balilla dei falsi invalidi

Come i coach degli attori, i medici allenano i finti malati a dondolare
nell'andatura, non mangiare, inventarsi le "voci " nella testa o
improvvisare un
tic alla spalla, proprio come l'indimenticabile Roberto Benigni davanti
al "dottor Randazzo" nel film Johnny Stecchino. E occhi sempre aperti
nei luoghi
pubblici. Se "pizzicati" dalle telecamere della finanza, la pena per il
reato di "truffa aggravata ai danni dello Stato" è di 5 anni di carcere.
Come il
caso del finto cieco arrestato lo scorso aprile a Bagheria. Prendeva la
pensione d'invalidità da più di 30 anni. Lui ne ha 50. A incastrarlo,
oltre alla
foto, sono stati i video che mostrano l'uomo mentre passeggia, parla al
telefono, spazza il cortile e va dal barbiere. Altri due falsi ciechi
erano stati
scoperti qualche giorno prima, fratello e sorella. Percepivano la
pensione dal 1988. E intanto giocavano a carte al bar.

INVALIDITÀ "POLITICA"
Nel paese dei furbetti, quella dei malati immaginari è una macchina che
produce voti. E in Sicilia, ad ogni elezione, sono tanti i medici delle
commissioni
di invalidità che in un modo o nell'altro finiscono in lista. Come
Francesco Cerrito, l'uomo dei record: sindaco di Villabate eletto con
una lista civica
vicina all'Mpa, nominato coordinatore del dipartimento Cure primarie
dell'Asp e ora anche componente della commissione di Cefalù. O Vincenzo
Briganò, altro
big che nelle commissioni invalidi vanta una carriera decennale e un
robusto
pedigree politico: vicepresidente del Consiglio provinciale di Palermo
sempre in quota Mpa e nominato alla commissione di Petralia Sottana. E
ancora, Agostino
Genova, consigliere a Palazzo delle Aquile in quota Pdl (oggi all'Udc) e
nominato presidente della commissione a Lercara Friddi. Lo Stato lo sa.
Per questo,
tranne le emergenze, l'attività delle commissioni viene sospesa in
periodo elettorale. Non si arresta invece il reclutamento dei falsi
invalidi, che, al
contrario, proprio durante le elezioni raddoppiano le loro truppe.

Nei verbali scritti dai magistrati di Siracusa, si racconta che l'ex
assessore ai Servizi demografici del comune, Francesco Zappalà,
suggeriva ai medici
compiacenti le percentuali di handicap da assegnare: 74, 68, 100. "Erano
solo pronostici", si era difeso il "profeta" colto in flagrante dalle
intercettazioni.
Pronostici sulle invalidità da liquidare in cambio di voti. Zappalà si
appoggiava infatti al dottor Massimo Gramillano, medico con la passione
per la politica:
aiutava i compaesani a diventare invalidi. In cambio chiedeva un voto
per sé e per conto di Zappalà. Alla signora Giovanna ne ha chiesti
addirittura quattro.
Uno per ogni componente della famiglia. Lei ci rimase male, anche perché
pure il marito era candidato. Così, complice un'intercettazione
telefonica, la
signora ha raccontato tutto ai magistrati. A Palermo il rappresentante
dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili è stato fino a
poco tempo
fa Antonino Rizzotto, un ex deputato regionale dell'Mpa (poi transitato
nel Pdl) che alle elezioni del 2006 fece il "botto": 8.150 voti che gli
valsero
pure la guida della commissione Sanità dell'Assemblea regionale siciliana.

... E INVALIDITÀ "MAFIOSA"
La sceneggiatura della truffa porta la firma anche di Cosa nostra che da
regista, se necessario, si trasforma anche in attore. Silvio Balsamo,
mafioso
della provincia di Catania, aveva ottenuto da un medico romagnolo presso
il quale era in cura, un certificato medico che ne attestava
l'invalidità totale:
una patologia irreversibile della spina dorsale che rende tetraplegici.
Eppure Balsamo, che aveva per questo ottenuto gli arresti domiciliari,
nel 2010
fu "pizzicato " dalla Guardia di finanza a ballare e a far l'amore. Morì
suicida quello stesso anno.

Sono tanti i mafiosi nella storia di Cosa nostra pronti a fingersi pazzi
per evitare il carcere o una condanna. Da Totò Riina, incapace di
partecipare
ai processi per una "presunta" forma di Parkinson (fino a quando i
magistrati lo denunciarono per tentata truffa all'istituto di
previdenza), a Vincenzo
Virga, riciclatore dei capitali dei corleonesi, che per 23 anni percepì
una pensione d'invalidità di 700 mila lire. E poi ancora il pazzo
miracolato Agostino
Badalamenti, il finto disabile Balduccio di Maggio, Nino Santapaola e
Angelo Bottaro che scopre la fede e nelle aule di tribunale benedice
avvocati e giudici.
Nel 1987, dopo la prima sentenza di condanna del maxiprocesso di
Palermo, circa 40 boss, killer senza scrupoli, che quando c'era da
sparare ci vedevano
benissimo, ottengono i domiciliari per motivi di salute.

LA RABBIA DEGLI INVALIDI (VERI)
A pagare il prezzo più alto della truffa sono gli invalidi, quelli veri.
Paraplegici, sordomuti, poliomielitici, malati di cancro e leucemici.
Penalizzati
dai tempi della burocrazia e dai giudizi delle commissioni. In Sicilia
fino a qualche tempo fa i pazienti dovevano attendere anche due anni
prima di un'approvazione
previdenziale. Stando alle statistiche nell'Isola, su 10 malati di
tumore, 7 muoiono prima di ricevere l'assegno. Mentre da un'indagine
della Polizia Municipale
iniziata nel 2010, risulta che a Palermo il 50 per cento dei pass per la
circolazione delle autovetture dei disabili sarebbero in mano a finti
invalidi.

Il dottor Russo spiega che "le commissioni, per far quadrare i conti ed
evitare di insospettire l'Inps liquidando numeri troppo elevati di
pensioni, arrivano
a penalizzare coloro che hanno realmente diritto all'invalidità,
rilasciando percentuali d'inabilità inferiori ". "I falsi invalidi hanno
pagato - racconta
- e la commissione non può deluderli. Le patologie dei veri invalidi
invece diventano opinabili. Così, danno il 70 a chi invece meriterebbe
il 100 per
cento e il 100 a chi ha sborsato cinquemila euro".

"Non voglio perdere la speranza", dice, mentre gli occhi cominciano ad
inumidirsi. "Aspiro ancora ad una realtà in cui a comandare siano i
giusti e non
i peggiori. Sono consapevole delle conseguenze. Ma non voglio più stare
con le mani in mano. Ho deciso di dare una spallata al sistema e sono
disposto
ad aiutare i magistrati. C'è bisogno di pulire il fango. E di fango, in
Sicilia, ce n'è tanto".

Caso falsi invalidi: parla uno degli arrestati.

Caso falsi invalidi: parla uno degli arrestati

Giuseppe De Matteis, disabile della vista, è stato otto giorni agli arresti domiciliari con l'accusa di falso disabile e afferma: «È stata offesa la mia dignità di persona».

Dopo le dichiarazioni di Giuseppe Fornaro, consigliere provinciale dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Napoli e rappresentante delegato della U.I.C.I. per alcuni comuni vesuviani, sugli arresti dei cinque falsi ciechi che però diversamente abili lo sono per davvero, abbiamo ascoltato una delle vittime di questa storia assurda.

Si tratta di Giuseppe De Matteis, 44 anni, dipendente presso l'Inps di Soccavo, arrestato lo scorso 21 maggio e tornato in libertà appena un paio di giorni fa. L'accusa: truffa all'Inps in concorso con altre quattro persone. L'uomo, in parole povere, è stato etichettato come falso invalido e trattato come un criminale. «Circa un anno fa fui convocato in caserma dalla Guardia di Finanza di Pozzuoli e mi fu chiesto di portare tutti i documenti ed i decreti che certificavano la mia disabilità. Dissi alle fiamme gialle che se avessero avuto qualche dubbio, potevano benissimo visitarmi in caserma stessa ma mi fu detto che non ce n'era bisogno. Da quel momento, iniziarono a filmarmi ed a inseguirmi per studiarmi meglio», ha iniziato a raccontarci De Matteis, continuando:

«Martedì 21 maggio, sono arrivati i Carabinieri a casa di primissimo mattino: hanno letto il verbale d'accusa, mi hanno prelevato, portato a Napoli, mi hanno fatto le foto, hanno preso le mie impronte digitali e ho trascorso otto giorni agli arresti domiciliari. Il tutto, sotto gli occhi increduli e spaventati di mia moglie e dei miei figli. Nel verbale sono stato menzionato come non vedente che cammina, che è riuscito a salire tre scalini da solo, che ha marcato l'uscita da lavoro con il badge e che ha centrato la tazzina nel piattino. Insomma, per taluni il non vedente è come un vegetale che non si muove e non pensa».

Inutile dire che questa storia ha segnato non poco il dipendente statale: «Mi sono subito affidato ad un avvocato penalista che sta curando la pratica e quando sono andato a deporre, il giudice si è reso conto che è stata commessa una gaffe. Quando sono ritornato al lavoro, direttore, dirigenti e colleghi mi hanno accolto a braccia aperte perché sanno che non sono un truffaldino ma una persona seria che non mangia di questo pane. Al di là dell'accusa personale, la cosa che più mi ha fatto male in assoluto è l'offesa che ha avuto la mia famiglia, mia moglie ed i miei figli di 13 ed 11 anni che hanno visto il loro papà accusato di qualcosa. È stata lesa la mia dignità di persona, mi hanno procurato un danno morale inspiegabile. Ed oggi, sobbalzo ogni volta che bussano al citofono».

Ora, per fortuna, il peggio sembra passato ma Giuseppe De Matteis fa tesoro della sua esperienza negativa e per questo vuole impegnarsi con l'U.I.C.I. per promuovere una campagna informativa su cosa può fare il non vedente, in modo da sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento. «Il non vedente viene visto come un essere non pensante, ma io conduco una vita normale: vado allo stadio, al cinema, a teatro, lavoro, sono marito e padre di famiglia - ha concluso De Matteis - È assurdo arrivare a giustificare i gesti quotidiani che un disabile fa: il non vedente non ha per l'appunto la vista ma tutto il resto del proprio corpo funziona benissimo. Non ci dobbiamo giustificare a nessuno, né fare pena a qualcuno. Siamo persone e per questo meritiamo rispetto».
Autore: Rita Terracciano

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Bravo Vainer, una bella dimostrazione di potere è volere e bravo anche al nostro Presidente Dott. Ivan Galiotto che ha creduto in questo progetto e che ci osserva sempre con occhio vigile.
Un saluto affettuoso,
Giuliano Gilioli.

I servizi

La nostra sezione, nonostante le difficoltà che si debbono affrontare oggi giorno, cerca di erogare, sempre di più, servizi che vadano incontro alle esigenze dei nostri soci.

Ecco, qui di seguito, ciò che la nostra realtà offre: 

Servizi attivi presso la sezione

Servizi di patronato

Il Paese affronta oggi una crisi che non è semplicemente economica, ma che attraversa profondamente l’intera società italiana.
La situazione di disagio che i cittadini stanno vivendo, il bisogno di rispondere a nuove istanze ha portato alcune Sezioni UICI ad incrementare l’offerta di servizi sul territorio, accreditando i propri dipendenti presso la Direzione Provinciale del Lavoro come collaboratori di patronato e aprendosi così a nuove prospettive di sviluppo.

Prende il via da queste premesse una nuova immagine dell’Unione, per così dire “multifunzionale” nei confronti dei non vedenti e delle loro famiglie.
L’avanzamento della riorganizzazione delle Sezioni UICI, l’arricchimento della professionalità del proprio personale e l’analisi dei rapporti con gli interlocutori – dalle istituzioni agli enti previdenziali – per lo svolgimento di attività riconosciute formalmente a livello ministeriale sono al centro di questo ambizioso progetto.

L'obiettivo è certamente quello di promuovere senza scopi di lucro più servizi, che corrispondano alle esigenze dell’utente in termini di qualità e di tempestività, con la speranza di costruire una relazione di fiducia tra UICI e cittadini. Tutti i cittadini, infatti, possono rivolgersi alla nostra Sezione dove, il personale accreditato è autorizzato a fornire una consulenza completa, competente e del tutto gratuita in materia.

Per avere maggiori informazioni puoi fissare un appuntamento contattandoci al numero di telefono: 059 30 00 12.

Le "comiche" del bel paese

SETA, la società che gestisce il trasporto pubblico modenese, e Amo, l'agenzia della mobilità, sono davvero ai ferri corti.

Il pomo della discordia è il rinnovo oneroso delle tessere del bus.

L'azienda, infatti, ha chiesto agli utenti di ritirare le nuove tessere, pagando di tasca loro cinque euro.

I viaggiatori' hanno risposto imbufaliti: «Perché dobbiamo pagare noi un adeguamento tecnologico?».

Un'opinione che l'agenzia della mobilità, soggetto di natura pubblica (i soci sono gli enti locali del territorio) ha condiviso, bacchettando l'azienda (che invece è a partecipazione privata) e chiedendole di fare un passo indietro.

«Le scelte prese da Seta ha sbottato il presidente di Amo Maurizio Maletti non sono state approvate dagli enti locali modenesi.

I Comuni, anzi, hanno espresso preoccupazione e contrarietà a tale iniziativa, chiedendo al gestore di modificarla profondamente.

L'agenzia continua Maletti ha chiesto a Seta di correggere al più presto questa decisione; non è infatti motivato il fatto che un utente, che ha già pagato una volta la card, debba tornarlo a fare se richiamato a causa di scelte tecnologiche prodotte dal gestore».

Fin qui tutto chiaro: l'agenzia dice che è colpa di Seta, che ha fatto una scelta sbagliata e che dovrebbe tornare sui suoi passi.

Seta, però, non ci sta.

E manda, in risposta a Maletti, una nota avvelenata.

In sintesi dice: la decisione non è di Seta, è stata concordata con l'agenzia nel 2009.

Una stoccata bella e buona, che strattona Amo e la porta dritta dritta nel girone dei cattivi.

Scrive l'azienda: «In primo luogo il passaggio a un nuovo sistema di bigliettazione non è stato una scelta autonoma del gestore ma un adeguamento allo standard regionale.

Secondo: nel 2009 è stato siglato un accordo tra l'allora Atcm e l'agenzia in base al quale l'emissione delle nuove tessere avviene con un costo di dieci euro a carico dell'utente.

Proprio allo scopo di agevolare l'utenza in questo passaggio obbligato, l'azienda ha deciso di concedere uno sconto promozionale del 50% dal 15 aprile al 30 giugno».

Ultimo punto, un'altra spina, il prezzo dei biglietti.

Maletti rassicura e dice: «Sono prive di fondamento le notizie relative all'aumento dei costi del biglietto a bordo».

Seta replica: «Sono affermazioni errate.

L'aggiornamento delle tariffe è previsto ed è stato sottoscritto in un accordo».

Due storie completamente diverse.

contattare la redazione...

Il sito uicimodena.it continua nella sua crescita, giorno per giorno, ed, in questa ottica, ecco nascere un nuovo strumento di interazione tra la sezione stessa ed i visitatori del nostro sito.

Da oggi, scrivendo a:
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si potrà interagire direttamente, con gli operatori dando spunti, segnalando eventi e, perchè no, anche suggerendo temi da pubblicare.

Un ulteriore strumento che dimostra, laddove ve ne fosse bisogno, di quanto la rete sia strumento di condivisione a tutto tondo e, soprattutto, senza filtri o barriere.

Ilgerone.

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