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Benvenuto nel nostro sito,

siamo la sezione provinciale di Modena dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, fondata a Genova il 26 ottobre 1920, Associazione che dal suo primo giorno di vita, si è occupata di tutelare, di assistere e di rappresentare i ciechi e gli ipovedenti italiani.

Nel corso degli anni, questa associazione, ha cercato di far comprendere ai i Governanti e alle Amministrazioni Pubbliche comprese, gli innumerevoli disagi e le necessità  di chi minorato della vista deve affrontare nella quotidianità della vita.

Sono più di 200 le leggi che in circa 80 anni sono state promulgate a favore dei disabili visivi nei settori dell'assistenza, della pensionistica, del lavoro, dell'istruzione, cioè in tutti gli ambiti della nostra legislazione.

La nostra Associazione è presente su tutto il territorio nazionale con sezioni in ogni provincia. Ogni regione ha un proprio Consiglio regionale che coordina le attività  di tutte le sezioni del comprensorio.

La nostra sede, è stata intitolata a "Mariangela Lugli.
Donna determinante per la nascita e crescita della nostra sezione provinciale.

UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI - ONLUS - Sezione Provinciale di Modena - "Mariangela Lugli" - l'unica associazione che difende i Ciechi Modenesi dal 1950.

Ricordati di noi per il tuo 5 x Mille!!
Codice fiscale: 80008370365.

Iscritta nel Registro Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale di cui alla Legge Regionale n. 34/2002 dal 17/09/2012 - Ente in Italia che per legge tutela materialmente e moralmente i privi della vista - C/c Postale n. 16855413 - Banca Popolare dell'Emilia Romagna Agenzia 21 - IBAN: IT75D 05387 12926000003107827

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12 Giugno 2013 Convocazione del Consiglio Sezionale

UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI
ONLUS - Sezione Provinciale di Modena
“Mariangela Lugli”
Via Baraldi, 50 - 41124 Modena
Tel. e Fax: 059/300012 E-mail: uicmo@uiciechi.it

Convocazione Consiglio Direttivo.

Il giorno 12 Giugno 2013, alle ore 14,30 presso la Sede dell’Unione Italiana Ciechi, Sezione Provinciale di Modena in Via Baraldi n° 50, avrà luogo la riunione del Consiglio Direttivo dell’U.I.C.I medesima per discutere il seguente ordine del giorno:

La vergogna dei falsi invalidi

L'ULTIMA mazzetta la intasca il medico legale dell'Inps. È lui che dovrà
attribuirsi e poi approvare le pratiche "segnalate". Quelle false,
comprate per
cinquemila euro dagli aspiranti invalidi. Falsi anche loro. Come le loro
finte malattie. Ciechi che ci vedono benissimo. Paraplegici che corrono.
Sordi
che ascoltano la radio. Sono i malati immaginari, quelli che ogni anno
rubano alle casse dello Stato più di un miliardo di euro. Secondo una
stima delle
associazioni, in Sicilia su 292 mila invalidi sarebbero circa 20.000 i

Caso falsi invalidi: parla uno degli arrestati.

Caso falsi invalidi: parla uno degli arrestati

Giuseppe De Matteis, disabile della vista, è stato otto giorni agli arresti domiciliari con l'accusa di falso disabile e afferma: «È stata offesa la mia dignità di persona».

Dopo le dichiarazioni di Giuseppe Fornaro, consigliere provinciale dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Napoli e rappresentante delegato della U.I.C.I. per alcuni comuni vesuviani, sugli arresti dei cinque falsi ciechi che però diversamente abili lo sono per davvero, abbiamo ascoltato una delle vittime di questa storia assurda.

Grazie al nostro Webmaster

Il nostro sito non è più un bambino.

Il nostro ringraziamento va al nostro Webmaster, l’Amico Vainer Broccoli, il quale con una tenacia e competenza incredibile ha espanso il nostro sito facendolo diventare in poche settimane un ragazzino quasi adulto al quale vanno aggiunti solo nuovi abiti colorati e qualche accessorio.
Bravo Vainer, una bella dimostrazione di potere è volere e bravo anche al nostro Presidente Dott. Ivan Galiotto che ha creduto in questo progetto e che ci osserva sempre con occhio vigile.
Un saluto affettuoso,
Giuliano Gilioli.

Le "comiche" del bel paese

SETA, la società che gestisce il trasporto pubblico modenese, e Amo, l'agenzia della mobilità, sono davvero ai ferri corti.

Il pomo della discordia è il rinnovo oneroso delle tessere del bus.

L'azienda, infatti, ha chiesto agli utenti di ritirare le nuove tessere, pagando di tasca loro cinque euro.

I viaggiatori' hanno risposto imbufaliti: «Perché dobbiamo pagare noi un adeguamento tecnologico?».

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