Novità e notizie

IPOVISIONE- L'ipovedente oggi

Corriere dei Ciechi.

Numero 6 del 2018.

Nell'ambito del mondo della disabilità la figura dell'ipovedente ha acquisito oggi una posizione centrale.
Per tanti motivi.
Innanzi tutto perché il numero di persone con grave perdita parziale della vista ha raggiunto proporzioni inimmaginabili sino a pochi decenni fa sia in termini di prevalenza (numero assoluto di soggetti nell'intera popolazione) sia in termini di incidenza (nuovi casi anno dopo anno). Non abbiamo studi che ci forniscano dati precisi; abbiamo solo stime, ma tali da dare un'idea precisa dell'esplosione del fenomeno ipovisione. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità gli ipovedenti nel Mondo supererebbero la ragguardevole cifra di 246 milioni, distribuiti sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. La prevalenza dei disabili visivi in Europa e in Italia è intorno all'1%. Eppure coloro che sono percettori di indennità nel nostro Paese sono solo lo 0,22%. Questo numero, nonostante le tante revisioni dell'INPS, le tante denunce dei cosiddetti falsi ciechi, le difficoltà di ottenere una certificazione, i ritardi per le visite e le difficoltà burocratiche, non risulta diminuito negli ultimi cinque anni.
Sulla base di queste cifre l'OMS ha lanciato l'allarme ed ha posto tra le quattro priorità, che i Servizi Sanitari di ogni Nazione dovrebbero affrontare con urgenza in ambito oftalmologico, proprio la riabilitazione visiva dell'ipovedente, con l'attuazione di un'organizzazione capillarmente presente sul territorio e con progetti ben definiti.
La principale causa di tutto ciò sta nell'invecchiamento progressivo della popolazione che ha portato ad un sensibile aumento delle patologie degenerative legate all'età e principalmente la maculopatia degenerativa, il glaucoma, la retinopatia diabetica. Si pensi soltanto che la popolazione con oltre 75 anni presenta una riduzione grave della funzione visiva in percentuali che raggiungono le due cifre.
Come viene percepito il fenomeno ipovisione nell'ambito della nostra Società? Ne viene compresa la gravità a livello dell'intera popolazione, a livello degli addetti ai lavori e in particolare a livello di chi deve tracciare le politiche sanitarie?
Purtroppo quando si parla di cecità, tutti noi la rappresentiamo in termini dicotomici: o si è al buio totale o si ha una visione normale. Tutte le variazioni intermedie tra i due estremi - le estesissime zone di grigio - non vengono mai prese in considerazione, come se non esistessero. Nell'immaginario comune il cieco è soltanto colui che porta occhiali neri e agita il bastone bianco.
Purtroppo la disabilità visiva non appare, o appare poco all'esterno. Solo l'ipovedente e il cieco parziale vivono sulla propria pelle le enormi difficoltà nella vita quotidiana, ma chi è loro vicino se ne accorge poco. Inoltre il disabile nei suoi rapporti sociali - ed è del tutto naturale e comprensibile - cerca di nascondere le sue difficoltà e cerca di dare di sé un'immagine di normalità.
Eppure ci sono studi che valutano l'impatto sulla qualità di vita delle malattie oculari invalidanti, ad esempio della DMLE. Ebbene una maculopatia allo stadio avanzato (si sa distrugge la visione centrale, ma risparmia buona parte della periferica e quindi concede una certa autonomia di movimento e orientamento) è equiparata ad un tumore prostatico avanzato con metastasi, ad un ictus con severe limitazioni funzionali, ad un infarto.
Spesso neppure l'oculista percepisce questa riduzione della qualità di vita dell'ipovedente. In uno studio condotto in Scozia i pazienti con DMLE riferivano una disabilità dal 96% al 750% maggiore rispetto a quanto stimato dagli oculisti stessi.
E nel nostro Paese come si presenta il fenomeno ipovisione?
Innanzi tutto va detto che solo all'inizio di questo Secolo il termine ipovisione è entrato nella nostra legislazione con la Legge 3 aprile 2001 n.138 (Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici). Con essa fu sancita l'esistenza - oltre alla cecità - di tre gradi di ipovisione:
- gli ipovedenti gravi: coloro che hanno un residuo visivo con correzione di 1/20 e non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore e coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30%
- gli ipovedenti medio-gravi: coloro che hanno un residuo visivo con correzione non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore e coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 50%
- gli ipovedenti lievi: coloro che hanno un residuo visivo con correzione non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore e coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 60%.
Un altro principio fondamentale di questa legge fu il riconoscimento dell'importanza della visione periferica nella definizione di funzione visiva, con pari dignità della visione centrale.
In Italia è in vigore anche la legge n. 284 del 1997 (Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l'integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati) che prevedeva la creazione di centri di prevenzione e riabilitazione visiva su tutto il territorio nazionale.
Le Leggi ci sono e sono anche all'avanguardia; il merito va riconosciuto all'impegno costante dell'UICI, della IAPB e della SOI, ma la realtà è altra cosa.
Così anche la Legge 138 del 2001, nonostante le sue innovazioni, ha creato qualche criticità. Il suo grande difetto è nell'art. 1, che stabiliva che la Legge aveva solo una funzione classificatoria della disabilità visiva e non doveva incidere sui benefici spettanti al disabile. In pratica, ai fini delle provvidenze, rimaneva e rimane valida la Legge 382, che riconosceva solo i ciechi classificandoli in assoluti, ventesimisti e decimisti. Così oggi agli ipovedenti medio gravi e lievi non spetta nulla, neppure gli ausili visivi essenziali per la loro riabilitazione. Nella realtà un ipovedente, la cui menomazione anatomo funzionale compromette sensibilmente lo svolgimento delle sue attività di vita quotidiana, ha una scarsa valutazione medico legale della sua disabilità ed inoltre per vederla riconosciuta ha un percorso irto di difficoltà. Anche il medico oculista per la valutazione quantitativa del residuo visivo, che per legge è richiesto con estrema precisione, non dispone di mezzi diagnostici sicuri ed affidabili e la sua certificazione può non riflettere le condizioni reali. La stessa Commissione d'accertamento dell'invalidità per l'ipovedente non comprende quasi mai lo specialista oftalmologo. Infatti, escludendo i casi di cecità assoluta e parziale, per i quali esiste la Commissione specifica che valuta solo la funzionalità visiva, per l'ipovedente di qualsiasi grado il percorso burocratico è quello della disabilità civile dove non esistono le competenze oftalmologiche.
Rispetto alla Legge 284 ogni Regione, nel rispetto della propria autonomia, si è mossa per conto proprio. Non c'è stato alcun coordinamento nazionale e alcun confronto. Anche quanto discusso e proposto al tavolo Stato-Regioni non è stato sempre recepito. In pratica l'applicazione della Legge è stata disattesa salvo qualche eccezione. Purtroppo l'Italia ha 20 Repubbliche sanitarie e ognuna si muove per conto proprio. Dopo 20 anni dall'emanazione della Legge un programma regionale di riabilitazione visiva secondo i dettami del DM applicativo della 284 è nella maggior parte dei casi un miraggio. Per di più recentemente i fondi previsti dalla Legge (i 5.000 miliardi delle vecchie lire) sono stati quasi azzerati in una recente Finanziaria.
C'è da chiedersi poi: quel finanziamento annuale per i Centri di Riabilitazione era stato in passato realmente utilizzato per questo scopo da parte delle Regioni? No, salvo qualche eccezione; per lo più era finito nel calderone delle finanze regionali ed era risultato utile per tappare qualche buco di bilancio.
A distanza di anni non è azzardato sostenere che quel finanziamento previsto dalla 284 ha costituito quasi un pretesto da parte delle strutture sanitarie per non affrontare il problema della riabilitazione visiva vedendolo come qualcosa di autonomo, finanziato a parte. Così oggi la riabilitazione sensoriale risulta quasi ghettizzata rispetto a quella neuro-psico-motoria nelle varie ASL.
In conclusione tante sono le problematiche che il fenomeno ipovisione pone oggi agli amministratori e programmatori sanitari, agli oftalmologi, alle Associazioni e soprattutto ai singoli disabili. Se abbiamo Leggi che ci pongono all'avanguardia a livello internazionale, la realtà risulta molto diversa. Le risorse finanziarie oggi a disposizione si sono ridotte e, se in passato si pensava di disporre di un'ampia coperta per l'assistenza ai disabili, oggi non è più così: se la coperta viene tirata da una parte, purtroppo se ne scopre un'altra. Non è più capace a coprire tutte le richieste.
E proprio in questo contesto qualcuno ha pensato bene, per trovare giustificazioni, di far esplodere il fenomeno dei "falsi ciechi", colpevolizzando un'intera categoria di disabili, ricorrendo a interpretazioni rigidissime della Legge, che invece, proprio per le difficoltà di accertamento, concedeva ampie possibilità di manovra.

Mi è giunta la triste notizia della scomparsa del prof. Enzo Tioli, uomo mite che ha dedicato la sua vita, segnata dal dramma della cecità, all'insegnamento e all'impegno costante per il riconoscimento dei diritti dei disabili visivi. Ho avuto modo di collaborare con lui nel portare avanti tante iniziative di prevenzione e di riabilitazione. Anche a nome dei tanti oculisti che lo hanno conosciuto e stimato, la garanzia che la sua figura resterà sempre viva nella nostra mente.
Filippo Cruciani

Link diretto: http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/TestoRiv.asp?id_art=21005

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"La Tazzina Rossa" 02/2018

13/06/2018
periodico sezionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti "Mariangela Lugli"
Sezione Territoriale di Modena

Carissimi,
ci stiamo avvicinando al periodo estivo e non ci resta che concludere quanto avviato nei primi mesi dell'anno per dedicarci ad un meritato periodo di riposo.
Nel mese di aprile le nostre forze sono state impegnate per organizzare l'Assemblea Primaverile dei soci. Di particolare interesse la presenza del Vicepresidente Nazionale avv. Stefano Tortini e del Presidente Regionale Marco Trombini. Tutto si è svolto nel migliore dei modi.
Per la prima volta si è effettuata l'assemblea sociale della neonata ASD NPIAMA Modena che ad oggi conta una trentina di soci e che sta strutturando le sue attività con attenzione particolare ai soci giovani.
Continuano numerosi gli appuntamenti dello sportello di patronato che ci sta portando grandi soddisfazioni sul territorio. Il servizio sta diventando un punto di riferimento per quanto riguarda le istanze di cecità civile. Si sta valutando positivamente il nostro operato quali consulenti credibili in materia. Dopo un intenso periodo di contrattazione tra l'AUSL, la Medicina Legale e le Commissioni di Prima Istanza abbiamo fatto aprire un protocollo convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per l'effettuazione del Campo Visivo Gandolfo senza il quale i riconoscimenti per ridotto campo visivo non venivano accolte. Un precedente mai visto prima in Italia. Si pensi che, in base ad informazioni in nostro possesso, prima questo esame veniva effettuato dal SSN solo a Roma e a Napoli con tempi d'attesa superiori ai 9 mesi, mentre ora i tempi d'attesa a Modena sono inferiori ai 20 giorni.
Abbiamo partecipato ad un incontro con l'Assessora Ludovica Carla Ferrari ed un'altra Associazione per verificare la fattibilità di un progetto a lungo raggio che possa essere un catalizzatore di interesse e sensibilizzazione della categoria in un'ottica di cooperazione attiva.
Maggio ci ha visto partecipare a due conviviali Lions durante le quali è stato donato il BEL, Bastone Elettronico Lions, a due nostri soci, uno di Carpi e l'altro residente nel distretto di Castelfranco-Nonantola.
Anche quest'anno abbiamo portato il nostro piccolo contributo alla notte bianca di Modena. Un momento alternativo vissuto da tre nostri soci, dai volontari UICI e dai numerosi amici della Società Sportiva Dilettantistica NPIAMA Modena che hanno passato una serata in amicizia insieme.
Abbiamo partecipato ad un bando IRIFOR Nazionale con il quale abbiamo reperito fondi per il finanziamento di due corsi di orientamento e mobilità rivolti a due giovani soci.
A fine maggio, con il nostro referente del Libro Parlato, ho partecipato ad un corso d'aggiornamento volto ad acquisire competenze specifiche per la gestione del nuovo Centro di Produzione di prossima apertura presso la nostra Sede Territoriale.
Il mio personale ringraziamento va a chi crede costantemente che, nonostante tutto, questa avventura associativa valga la pena di essere vissuta anche se talvolta senza i risultati desiderati.
La raccolta del 5x1000 ci sta dando speranze per recuperare quel minimo di fondi che ci possano garantire nel tempo la possibilità di erogare i servizi primari attivi sul territorio.
Siamo partiti il primo anno con una raccolta di 2000 euro, il secondo di 6000 e quest'anno abbiamo raggiunto quota 9000 euro. Il tempo e la passione che dedichiamo in ogni cosa, ci condurrà verso grandi traguardi.
Questa estate continueremo a focalizzare i nostri sforzi verso la realizzazione della palestra e dell'ambulatorio oculistico che vogliamo entro fine anno possano diventare realtà.
Nell'augurarvi una serena estate, vi saluto e ci aggiorniamo a settembre con il riaprirsi delle attività associative.

Il Presidente Territoriale
Ivan Galiotto
presidente@uicimodena.it

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Servizio Civile Regionale 2018

VERBALE DELLA COMMISSIONE DI SELEZIONE

per l'avvio al servizio civile regionale dei giovani che hanno presentato domanda per partecipare al progetto "Per una vita indipendente dei Ciechi SCR 2017" a titolarità dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Provinciale di Modena di cui all'Avviso provinciale pubblicato il 20 aprile 2018 dal Co.Pr.E.S.C. di Modena.

Nella giornata del 24 maggio 2018 si è riunita la commissione di selezione così composta:

- Presidente/Responsabile della commissione Dott. Ivan Galiotto, Presidente e legale rappresentante dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Territoriale di Modena

- componente Sig. Alessandro Albericci, dipendente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Territoriale di Modena

per la valutazione delle domande presentate da nr. 6 giovani.

GRADUATORIA UNICA

1. Deganello Giulia, Selezionata

2. Nardelli Lucia, Selezionata

3. Albano Noemi, non selezionata

4. Verrini Sara, non selezionata

5. Santunione Kateryna, non selezionata

6. D'Atri Marta, non selezionata

In allegato la graduatoria con i punteggi.

I giovani selezionati dovranno presentarsi il giorno 3 settembre 2018, alle ore 8.00, presso la sede di realizzazione del progetto a Modena in Via Don Lorenzo Milani n. 54.

In occasione di questa prima giornata di servizio vi preghiamo di portare con voi Carta d'identità e codice fiscale validi.

Il Presidente Territoriale UICI Modena

Dott. Ivan Galiotto

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Fondo idrocarburi – rimborsi

Il Ministero dello Sviluppo Economico, tramite la Regione Emilia Romagna, ha riconosciuto delle agevolazioni tariffarie (rimborsi su abbonamenti) per i residenti nei Comuni interessati da attività di estrazione di idrocarburi che hanno acquistato un abbonamento annuale SETA (urbano o extraurbano, ordinario, promozionale o agevolato, valido per qualunque tratta) tra il 1° agosto 2017 e il 31 luglio 2019.
In applicazione delle Delibere di Giunta Regione Emilia Romagna numero 1223/17, 115/18 e 765/2018, CHI HA DIRITTO AL RIMBORSO?
Esclusivamente i cittadini residenti, alla data di acquisto dell’abbonamento annuale, nei seguenti Comuni:
Comuni FASCIA A
Castelfranco Emilia Fornovo di Taro Novi di Modena Medicina
Ravenna
S. Possidonio Spilamberto
Comuni FASCIA B
Corniglio
Gaggio Montano Lizzano in Belvedere Montefiorino Palagano
Vigolzone
Comuni FASCIA C
Alto Reno Terme Castel di Casio Fanano
Imola
Misano Adriatico
Modena
Podenzano
Rottofreno
Salsomaggiore Terme S.Cesario sul Panaro
San Benedetto Val di Sambro Savignano sul Panaro Valsamoggia
che abbiano acquistato un abbonamento annuale SETA di trasporto pubblico locale e regionale su ferro e su gomma, valido su qualsiasi tratta, dal 1° agosto 2017 al 31 luglio 2019.
ATTENZIONE:
RESIDENTI NEI COMUNI DI SPILAMBERTO, SAN POSSIDONIO E MONTEFIORINO
I residenti nei Comuni di Spilamberto, San Possidonio, Montefiorino, che, grazie a specifiche convenzioni tra il Comune
e SETA, hanno già beneficiato dello sconto spettante per l’acquisto degli abbonamenti effettuato dal 1/8/2017 al
31/7/2018, non devono richiedere il rimborso per questi abbonamenti; potranno invece richiedere il rimborso della
quota spettante sugli abbonamenti acquistati dal 1/8/2018 al 31/7/2019.
CHI RICHIEDE IL RIMBORSO?
La richiesta di rimborso dovrà essere presentata dall’utente o, se minore, da chi esercita la potestà.
A CHI RICHIEDERE IL RIMBORSO?
La richiesta di rimborso deve essere presentata all’azienda di trasporto che ha emesso l’abbonamento.
QUANDO CHIEDERE IL RIMBORSO?
Il rimborso va richiesto entro le finestre temporali definite di seguito.
Annualità 2017/2018
1. dal 1° al 30 giugno 2018 per abbonamenti acquistati tra il 1/8/2017 e il 31/5/2018
2. dal 1° luglio al 31 agosto 2018 per abbonamenti acquistati dal 1/6/2018 e il 31/7/2018
Le richieste di rimborso presentate oltre i termini, ma entro il 30 settembre 2018, saranno liquidate previa verifica della disponibilità di risorse. Eventuali richieste presentate oltre il 30/9/2018 non saranno prese in considerazione.

Annualità 2018/2019
3. dal 1° ottobre al 30 novembre 2018 per abbonamenti acquistati dal 1/8/2018 e il 31/10/2018
4. dal 1° dicembre al 28 febbraio 2019 per abbonamenti acquistati dal 1/11/2018 e il 31/1/2019
5. dal 1° marzo al 31 maggio 2019 per abbonamenti acquistati dal 1/2/2019 e il 30/4/2019
6. dal 1° giugno al 30 agosto 2019 per abbonamenti acquistati dal 1/5/2019 e il 31/7/2019
Le richieste di rimborso presentate oltre i termini, ma comunque entro il 30 settembre 2019, saranno liquidate previa verifica della disponibilità di risorse. Eventuali richieste presentate oltre il 30/9/2018 non saranno prese in considerazione.
COME RICHIEDERE IL RIMBORSO?
E’ possibile chiedere il rimborso esclusivamente via Internet, compilando il modulo di richiesta e indicando l’IBAN del conto su cui si desidera avere l’accredito.
QUANTO VERRA’ RIMBORSATO?
Il rimborso è riconosciuto sul costo effettivamente sostenuto dagli utenti e differenziato in funzione dei Comuni di residenza.
Sono espressamente esclusi dalle agevolazioni gli abbonamenti il cui costo unitario annuale, sostenuto dall’utente, sia inferiore a 50€.
La percentuale di rimborso varia a seconda dei Comuni di residenza: 50% del costo sostenuto ai residenti nei comuni della fascia A
30% del costo sostenuto ai residenti nei comuni della fascia B
20% del costo sostenuto ai residenti nei comuni della fascia C
Non rientrano nella quota rimborsabile le spese di emissione della card MiMuovo (€ 5).
QUANDO AVVERRà IL RIMBORSO?
Il rimborso avverrà entro 30 giorni dalla chiusura delle finestre di presentazione delle richieste di rimborso, previa verifica della correttezza dei dati inseriti.
CONTROLLI - FALSE DICHIARAZIONI
L’esito negativo dei controlli fanno decadere il diritto al rimborso.
PER INFORMAZIONI
Per informazioni contattare il 840 000 216 dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle ore 17:00. Per chiedere il rimborso è sufficiente compilare lo specifico modulo messo a disposizione sul sito Seta.

In allegato informativa Seta in formato .pdf

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Net.IN Campus - NETwork Innovativi per interventi abilitativi per persone con disabilità visiva

COMUNICATO N. 85

Care amiche, cari amici,

ho il piacere di invitarVi alla diretta radio in cui sarà presentato il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:
Net.IN Campus - NETwork Innovativi per interventi abilitativi per persone con disabilità visiva

Martedì 5 giugno alle ore 10.30
su SlashRadio.

Un’iniziativa di rilevanza nazionale di cui U.I.C.I. è l’ente promotore, che si propone di rielaborare una metodologia operativa condivisa e standardizzata per la realizzazione di interventi abilitativi dedicati alle persone con disabilità visiva.
Le linee guida, per l’organizzazione degli interventi, saranno sperimentate in 25 campi estivi in 18 Regioni italiane e coinvolgeranno oltre 640 utenti di cui 180 non vedenti, 131 ipovedenti e 330 pluridisabili per un totale di circa 113.000 ore di attività.
L’iniziativa, che si avvale della collaborazione di I.Ri.Fo.R, ANIOMAP, CNOP, FISPIC, AReS, Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro-Ciechi, Università di Siena permetterà la costruzione di una rete forte e di scambi con le associazioni che sul territorio nazionale promuovono attività specifiche per garantire alle persone con disabilità visiva di raggiungere la piena inclusione sociale.
Saranno presenti:
- Sabino Memeo, referente Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione Onlus;
- Paola Cataneo, presidente Associazione Nazionale Istruttori Orientamento Mobilità Autonomia Personale;
- Simona Clivia Zucchet, referente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi;
- Danilo Carrubba, referente Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi;
- Sara Maggi, referente Associazione per il Riformismo e la Solidarietà;
- Innocenzo Fenici, referente Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi;
- Francesco Frati, Rettore Università degli Studi di Siena.

Vi attendo numerosi!

Per ascoltare SlashRadio sarà sufficiente digitare la stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp
Per chi usa il Mac: http://94.23.67.20:8004/listen.m3u

Vive cordialità

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

Questo comunicato e’ presente in forma digitale sul Sito Internet: http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

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Associazione Italiana Coach Professionisti - Primavera del Coaching - Iniziativa Congiunta in Emilia Romagna

Modena, 23 Maggio 2018.

L'Associazione Italiana Coach Professionisti (AICP), ha la finalità di diffondere la cultura del Coaching, come ambito professionale e di crescita personale, e la figura del Coach Professionista, come colui o colei che pratica competentemente questa professione. AICP conta 46 soci attivi in Emilia Romagna e circa 350 a livello nazionale.
Tra le varie iniziative di diffusione che AICP organizza annualmente vi è la Primavera del Coaching, durante la quale i Coaching Club regionali danno vita ad iniziative volte, appunto, a diffondere la cultura del coaching in tutti gli ambiti della società, come strumento di sviluppo delle potenzialità delle persone e delle organizzazioni.
Quest’anno, come propria iniziativa all’interno della Primavera del Coaching, il Coaching Club dell’Emilia Romagna intende proporre ad UICI la possibilità di fruire di percorsi gratuiti di tre sessioni individuali in presenza e/o a distanza da offrire ai suoi responsabili d’area e soci, da effettuare nel periodo fine maggio-fine giugno/inizio luglio.
Il numero di percorsi disponibili va da 5 a 10, fruibili in tutta la regione. La variabilità del numero dipende dal fatto che le richieste di percorso si devono incontrare con i territori e le modalità di fruizione (in presenza/via Skype): vale a dire che se avessimo una forte concentrazione di richieste in un unico territorio, potrebbe non essere possibile offrire a tutti un percorso in presenza, mentre via Skype non ci sarebbe problema.
Si vorrebbe poi chiudere a settembre con un evento pubblico congiunto AICP e UICI, nel quale riassumere i risultati ed eventualmente raccogliere la testimonianza dei partecipanti che si rendessero disponibili a raccontarla
A seguito di questa iniziativa, i responsabili d’area e soci di UICI avranno l'opportunità di "fare esperienza" diretta di:
· chi sia un Coach Professionista,
· in cosa possa Facilitare ed Allenare persone, gruppi ed organizzazioni
· come eserciti la sua Professione in maniera strutturata e competente
Non si chiede l'accesso ad alcun data base o che a seguito di queste tre sessioni si debba stipulare alcun contratto o altro con nessuno dei coach che hanno offerto questa disponibilità.
Lo svolgimento dell'iniziativa è proposto in piena trasparenza di strumenti, metodi ed organizzazione del processo e dell'erogazione.
L’iniziativa non è gestita da singoli professionisti, bensì dal Coaching Club Emilia Romagna, che è il Garante del pieno rispetto della deontologia associativo-professionale e delle prassi di riservatezza e protezione dell'intero processo e delle singole interazioni.

(carta etica allegata)

Chi fosse interessato può prendere contatti con il Presidente della Sezione Territoriale di Modena Ivan Galiotto ai seguenti recapiti:
- Cell.: 3397385484
- E-mail: presidente@uicimodena.it

Certo di aver fatto cosa gradita, saluto cordialmente.

Il Presidente Territoriale
Dott. Ivan Galiotto

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A Modena canale riservato per prenotare gratuitamente il CAMPO VISIVO METODO GANDOLFO

COMUNICATO STAMPA

Superate le difficoltà per l'accertamento del deficit visivo:
a Modena introduzione percorso riservato per prenotare gratuitamente
il CAMPO VISIVO METODO GANDOLFO 100 PUNTI

La metodica CV% Zingirian-Gandolfo è oggi poco conosciuta e supportata.
Come ormai noto, la minorazione visiva viene oggi valutata non solo sulla base del residuo visivo dell'interessato (espresso in frazioni), ma anche sulla base del suo "campo visivo perimetrico binoculare" (espresso in percentuale), come esplicitato dalla legge 138/2001 "Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici", presa ormai a riferimento dalle Commissioni di Prima Istanza per l'accertamento dell'invalidità INPS.
Quando anche il Ministero delle Finanze, nel 2004, assunse come riferimento la precitata legge per quanto concerne la valutazione del deficit visivo, fece proprio il punto di vista scientifico espresso in una relazione del Prof. Roberto Ratiglia, oculista esperto del Consiglio Superiore di Sanità.
Nella citata relazione, il Prof. Ratiglia indicava il programma CV% Zingirian-Gandolfo quale metodica più efficace per il corretto calcolo del campo visivo perimetrico binoculare rispetto allo standard fino a quel momento utilizzato, ovverosia il metodo Estermann.
Il programma CV% Zingirian-Gandolfo puntava infatti sulla funzionalità del residuo visivo del paziente e non tanto sulla semplice percezione dello stimolo luminoso, risultando più preciso e scientificamente corretto. Fino a qui, nessun problema.
Le difficoltà sono nate nel momento in cui le Commissioni di Prima Istanza, seppur lentamente, si sono avviate a richiedere ai pazienti la quantificazione del campo visivo perimetrico binoculare secondo la metodica CV% Zingirian-Gandolfo: si è infatti appurato che sono ben pochi gli oculisti che conoscono questa metodica e ben poche le attrezzature oculistiche in circolazione, i cosiddetti Perimetri, che la supportano. Risulta infatti che, presso le strutture sanitarie di intere regioni italiane, non esistano perimetri idonei al calcolo del residuo perimetrico con il programma CV% e che anche laddove questi esistono, i medici che li utilizzano non sono in grado di estrapolare dati che consentono una certificazione nello standard richiesto dalla Circolare Ministeriale.
Morale della favola, in mezzo a tanti altri problemi che dobbiamo risolvere, si aggiunge anche questo, apparentemente banale, ma di non facile soluzione nella realtà, perché sensibilizzare gli operatori in proposito, con i tempi di caccia alle streghe che corrono, non è per niente semplice.
La necessità di disporre di una tale legge non è derivata tanto e non soltanto dall’esigenza di adeguare i criteri valutativi italiani a quelli della medicina internazionale, ma dal fatto che abbiamo ripetutamente riscontrato, svolgendo la nostra attività di assistenza a giovani ciechi ed ipovedenti, situazioni anomale e inaccettabili. Vi erano infatti soggetti che, considerando unicamente l’acuità visiva, risultavano privi dei requisiti in base ai quali chiedere l’intervento dell’Ente Pubblico.
Si hanno validi motivi per sperare che la misurazione dell’ampiezza del campo visivo, talvolta limitatissima anche in soggetti con buona acuità visiva, ci permetterà di evitare esclusioni dolorose.
L’Unione Italiana dei Ciechi da tempo ha rivolto un accorato appello a tutti coloro che sono in qualche modo interessati a questo problema, affinché tali direttive siano quanto prima correttamente recepite e rese fruibili, in modo da offrire a tutti gli operatori un preciso indirizzo per un’applicazione equa e corretta delle disposizioni di legge.
L’attuale situazione caratterizzata dall’adozione di criteri disomogenei crea forti sperequazioni da Provincia a Provincia, da Regione a Regione.
Sono passati più di 17 anni dall'approvazione della L. 138/2001. L'Unione Italiana dei Ciechi - da anni - era fortemente impegnata perché l'Istituto della invalidità civile per ciechi fosse revisionato, superando l'assioma che voleva che la funzione visiva fosse identificata soltanto con la visione centrale.
La 138 fu subito salutata come una buona legge, che andava a colmare un vuoto normativo.
Essa non solo inseriva - come si è accennato - tra le categorie di cecità coloro che avevano perso la visione periferica, ma anche e soprattutto riconosceva ufficialmente l'esistenza degli "ipovedenti", sino ad allora ignorati dalla legislazione italiana.

Partendo da tali premesse, il Ministero della Salute ha espresso il parere che “la classificazione e la quantificazione del danno visivo, ai sensi della legge 3 aprile 2001 n. 138 sia presa a riferimento in tutti gli ambiti in cui si effettua una valutazione medico-legale da danno funzionale a carico dell’apparato visivo” e, quindi, anche in sede di accertamento della cecità per causa civile ai fini della concessione dei relativi benefici, sia a carattere economico, che socio- assistenziale. Ormai la strada da seguire era stata tracciata e il problema di trovare strutture pubbliche che assicurassero tale prestazione diagnostica (perimetria – campo visivo computerizzato con metodo “Gandolfo” CV 100%) era da affrontare. Ancora oggi infatti sono pochi i perimetri che dispongono di tale programma. Le ASL, le Aziende Ospedaliere ed Universitarie ed anche gli studi oculistici privati non hanno provveduto in tal senso.

Proprio per queste ragioni di immobilismo l’UICI sezione territoriale di Modena “Mariangela Lugli” si è fatta carico della questione ed ha intrapreso nei mesi scorsi un percorso di interlocuzione ed incontri istituzionali con l’Azienda Ospedaliera di Modena che hanno avuto ad oggetto l’opportunità di assicurare a quanti soffrano di disabilità visive di prenotare un esame fondamentale, appunto il campo visivo con metodo “Gandolfo” (per la precisione, residuo perimetrico binoculare), che la Medicina internazionale considera parametro legale alternativo al Visus, per il riconoscimento della cecità.

Il risultato finalmente è stato raggiunto: a Modena sarà facile e finalmente possibile prenotare l’esame specialistico del campo visivo presso l’Azienda sanitaria pubblica con totale copertura delle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Questa è la sintesi dell’Accordo raggiunto dal Presidente dell’UICI di Modena, Dott. Ivan Galiotto, e l’Azienda Ospedaliera locale modenese.

Riassumiamo brevemente gli Accordi ora presi con l’UICI di Modena:
Non sarà necessaria l’impegnativa del Medico curante; l’esame del campo visivo Metodo “Gandolfo” potrà essere richiesto direttamente dal cittadino per tramite del patronato dell’UICI di Modena, che ne redigerà la richiesta alla AUSL; tutti coloro in possesso di tale richiesta per il campo visivo Metodo “Gandolfo” potranno contattare il Numero Verde dell’AUSL di Modena (800 23 91 23); l’esame del campo visivo Metodo Gandolfo presso l’AUSL sarà gratuito; è stata individuata nell’Ambulatorio Oculistico del Distretto di Modena (Via del Pozzo, 71/B) una sede dedicata all’effettuazione degli esami Metodo Gandolfo, anche per semplificarne la logistica in sede di calendarizzazione degli appuntamenti.

Questo nuovo servizio di prenotazione telefonica è iniziato lo scorso 21 maggio 2018. Per chi ne volesse sapere di più, contatti il patronato dell’UICI di Modena, che risponde al numero: 059 300012 tutte le mattine 9,00- 12,00 (Via Don Lorenzo Milani, 54 Modena). Presso il patronato della Sezione UICI, sarà possibile richiedere l’esame del campo visivo Metodo Gandolfo; tale richiesta andrà poi presentata all’AUSL al momento della visita.

Anche la Presidenza Nazionale UICI ha lodato lo spirito di iniziativa della Sezione, con un elogio al Suo Presidente, Ivan Galiotto e al personale della sezione, che entusiasticamente si è messo a disposizione, per aggiungere un altro fondamentale tassello ai Servizi già resi dall’Associazione.
Iniziative come queste devono essere da esempio per le altre strutture dell’Unione, nella costruzione di una rete di servizi di assistenza, che risponda concretamente alle necessità primarie dei cittadini con difficoltà visive.

L’Azienda ASL di Modena ha così correttamente interpretato e reso fruibili le istanze dell’UICI e questo è il primo e più importante risultato tangibile che crea il 1° caso italiano di erogazione a carico del SSN della prestazione richiesta con un percorso dedicato ed in tempi molto ridotti.
Così il Presidente dell’UICI di Modena, Ivan Galiotto, manifesta plauso e grande soddisfazione per l'operato svolto ed il risultato ottenuto che hanno saputo integrare i temi a lui più cari nel dibattito che da tempo è in atto. “Bella questa sezione territoriale che fa squadra e guadagna conquiste!”

Occorre ricordare che presso la sezione territoriale UICI di Modena è attivo un servizio interno di Patronato rivolto indistintamente a tutta la cittadinanza, che offre, servizi e prestazioni a costo zero in materia di previdenza, lavoro e assistenza.
Prende il via da queste premesse una nuova immagine dell’Unione, per così dire “multifunzionale” nei confronti della cittadinanza, dei non vedenti e delle loro famiglie. L’obiettivo è certamente quello di promuovere senza scopi di lucro più servizi, che corrispondano alle esigenze dell’utente in termini di qualità e di tempestività, con la speranza di rinforzare una relazione fiduciaria tra l’UICI e i propri sostenitori. Tutti, infatti, possono rivolgersi liberamente presso la nostra Sezione, dove troveranno personale UICI sempre disponibile a fornire una consulenza completa, competente e del tutto gratuita in materia contributiva e previdenziale, informazioni e orientamento su questioni riguardanti il lavoro, l’invalidità e la salute.

L’Accordo d’intesa verrà divulgato dall’Azienda Ospedaliera di Modena a tutti i Patronati di Modena e provincia per informarli del nuovo percorso creato.

Immagine allegata: 
Nell'immagine il logo dell'UICI
Documento allegato: 

VETRINA CARPI - Lions, fondi a welfare e scuola

SONO sette i progetti nell'ambito sociale, sanitario e scolastico sostenuti dal Lions Club Host di Carpi.

Nella serata che si è svolta nei giorni scorsi il presidente del club Glauco Verzelloni ha consegnato i sette service ai beneficiari.

Uno dei progetti ha riguardato l'associazione ciechi ed è stato donato un particolare bastone elettrico per ipovedenti alla signora Marinella Pantaleoni di Carpi: un bastone in grado di avvertire anche gli ostacoli alti e quindi particolarmente utile.

Sono stati inoltre consegnati fondi alle scuole Focherini, per la realizzazione di un giardino interno intitolato a Focherini, all'associazione Assistenza familiari colpiti da Alzheimer, all'associazione Anziani in rete, alla scuola Figlie della Provvidenza, all'istituto comprensivo Carpi Centro e alla Fondazione per la lotta contro il morbillo.

Presidente UICI Modena
Ivan Galiotto.

Immagine allegata: 
Nell'immagine il logo del bastone Bel

Inaugurazione mostra Pinuccio Sciola

Cari Soci ed Amici,
La nostra sezione sta promuovendo, per chi fosse interessato,
l'inaugurazione della mostra di Pinuccio Sciola, scultore italiano,
sardo, conosciuto per la sua attività nella promozione dei murales a San
Sperate (Cagliari), suo paese natale, e per le sue sculture sonore,
presenti in diverse città del mondo.
L'inaugurazione, Sabato 12 Maggio, presenterà il percorso permanente
per le vie del centro di Fiorano alla riscoperta delle opere
dell'artista Pinuccio Sciola e del suo legame con questa piccola
provincia modenese.
Ritrovo ore 16 a Villa Cuoghi, inizio della camminata animata da musica
e poesie, con inaugurazione lungo il percorso di due murales realizzati
da Simone Ferrarini ed Andrea Casciu.
A Palazzo Astoria apertura del Teatro e proiezione continua dalle 16
alle 21 di un video, della durata indicativa di 10 minuti, sul lavoro e
le opere di Pinuccio Sciola.
Rinfresco conclusivo a base di prodotti sardi al Circolo Nuraghe c/o
Villa Cuoghi.
Siamo stati invitati a partecipare calorosamente da chi ha organizzato
l'inaugurazione. L’idea nasce dalla tipologia di mostre in cui la
nostra
sezione è stata coinvolta; come la mostra di Kandisky a Reggio Emilia e
le visite guidate a mutina splendidissima in cui si va a forzare una
fruizione che per sua natura richiede la vista, crediamo che le opere di
Sciola, seppur esteticamente armoniose e d’impatto comunicano anche solo
attraverso il tatto e l’udito.
Un'occasione anche questa per agevolare l'aggregazione tra i soci e
condividere, insieme ai ragazzi del Servizio Civile, una piacevole
giornata.
Con l'intento di fare cosa gradita, vi auguriamo buona giornata.

Ivan Galiotto
Presidente Territoriale UICI Modena

Immagine allegata: 
Nell'immagine il logo dell'UICI.N

Permessi-104-dipendenti-pubblici

Pubblicato da lentepubblica.it il 24 aprile 2018.
PERSONALE E PREVIDENZA.

Il nuovo testo del contratto del
comparto Funzioni locali
, già condivisa da Aran e parti sindacali, si prepara all’esame della Corte dei conti. Ma quali sono le novità sui Permessi 104 dei Dipendenti Pubblici?
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Per l’ARAN il nuovo testo deve prevedere una nuova regolamentazione sulla legge 104/92 e nello specifico, sui permessi 104 dei Dipendenti Pubblici.  La Legge
104/92 prevede che il diritto a fruire dei permessi 104 Inps, sia riconosciuto a: 

elenco di 4 elementi
• Lavoratori dipendenti pubblici e privati, ai lavoratori delle imprese dello Stato, degli Enti Pubblici e degli Enti locali privatizzate;
• Persone con disabilità grave che lavorano come dipendenti;
• Genitori lavoratori dipendenti di figli con disabilità grave con agevolazioni e modalità di fruizione diverse per i bambini con età inferiore a 3 anni
e superiore a 3 anni;
• Genitori, coniuge, parenti o affini entro il 2° grado che lavorano come dipendenti pubblici e privati.
fine elenco

 
In merito alla frazionabilità dei permessi orari ci sono novità rilevanti: i permessi non sono fruibili per frazione inferiore a una sola ora. Questo può
voler dire che la prima ora non è frazionabile ma le successive lo diventano. Il limite del frazionamento dovrà essere delineato e circoscritto dai soggetti
preposti alla definizione dell’organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici, come delineato dall’articolo 5, comma 2, del Dlgs 165/2001. 

Per quanto riguarda il tema del preavviso e della sua comunicazione, infatti, sono stati affrontati solo da qualche circolare dell’Inps e della Funzione
Pubblica, l’ultima in ordine cronologico, è stata infatti la circolare 13 del 6 Dicembre 2010. 

I 3 giorni di permesso legge 104/92 per la tutela dei lavoratori con gravi disabilità o che assistono familiari con handicap, dovrebbero prevedere l’obbligo
di preavviso di 3 giorni per i dipendenti pubblici che intendono fruire del beneficio con conseguente consegna di un’apposita ed obbligatoria comunicazione
all’Amministrazione Pubblica. 

Infine, per quanto riguarda il part time verticale da applicare alle disposizioni dei permessi 104, fino a questo momento i lavoratori con rapporto di
lavoro in regime di part time verticale, si vedevano riproporzionati i 3 giorni di permesso, per assistere al proprio familiare disabile. 

Adesso la situazione cambia: se la prestazione di lavoro è articolata sulla base di un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di
giornate superiore al 50% di quello ordinario, i tre giorni di permesso retribuito non saranno soggetti al criterio della proporzionalità. 

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