Visite guidate alle mostre di Kandinsky e sulla via Emilia.

Siamo lieti di comunicare che nelle prossime settimane sono previste due visite guidate, con gli amici della sezione di Reggio Emilia, a due mostre molto interessanti, l’una a Modena e l’altra a Reggio Emilia.
Nella mattinata di martedì 06 marzo visiteremo la mostra sulla Via Emilia e la Città di Modena nella storia, accompagnati dall'Archeologa del Museo di Modena; l’esposizione si trova al Foro Boario e l'ingresso è gratuito.
Nel pomeriggio di lunedì 12 marzo visiteremo la mostra "da Kandinsky a Cage", sul rapporto tra astrattismo nella pittura e nella scultura e musica nel primo 900; il biglietto ridotto per il cieco costa 10 euro ed è gratuito per l'accompagnatore. La visita è prevista alle ore 15.30 e l'ingresso di Palazzo Magnani si trova in Corso Garibaldi.
Poiché trattasi di opportunità molto valide, invitiamo tutti gli interessati a contattare la sezione, per segnalare la propria presenza, via mail o allo 059300012.

KANDINSKY SULLE NOTE DI JOHN CAGE
“Corriere della Sera” del 14 novembre 2017
A Palazzo Magnani fino al 25 febbraio la mostra «Kandinsky / Cage. Musica e spirituale nell’arte». Un percorso dall’astrattismo spirituale del pittore al silenzio illuminato del compositore.
Più la mente si libra verso concetti astratti, più raggiunge alte vette, in cui trovano compimento tutte le arti. È proprio la fusione ideale tra discipline differenti, destinate però a comunicare fra loro, che è alla base del percorso attraverso arte e suoni che anima la mostra Kandinsky→Cage. Musica e spirituale nell’arte che resterà aperta dall’11 novembre al 25 febbraio a Reggio Emilia in Palazzo Magnani. Nelle sale di Palazzo Magnani viene raccontato il rapporto tra arte e musica dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento con opere, dipinti, disegni, bozzetti di Richard Wagner, Max Klinger, Constantin Čiurlionis, Arnold Schönberg, Wassily Kandinsky, Marianne Werefkin, Paul Klee, Oskar Fischinger, Fausto Melotti, Giulio Turcato, Nicolas De Staël, Robert Rauschenberg. Lungo il percorso della mostra — il cui Comitato Scientifico presieduto da Paolo Repetto comprende anche Gillo Dorfles —, ponendosi esattamente di fronte ad alcuni dipinti, ci si trova in modo inaspettato avvolti da una melodia che produce una fruizione emotiva dell’opera. Per giungere alle ultime sale in cui sono esposte opere, creazioni e testi di John Cage. A conclusione del percorso espositivo è riportata la trascrizione della curiosa partecipazione del grande compositore alla trasmissione Lascia o Raddoppia di Mike Bongiorno nel 1959; dopo aver vinto il massimo premio che gli avrebbe permesso di ritornare negli Stati Uniti, salutò il pubblico esclamando “Io torno in America, ma la mia musica resta”. Prima di uscire dalla mostra si potrà entrare nella Stanza del silenzio sulla cui parete di fondo è appesa una tela di Rauschenberg; una stanza bianca che potrebbe essere illustrata dalle parole di Kandinsky ne Lo spirituale dell’arte: “Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto, come un non suono, molto simile alle pause musicali, che non è morto, ma ricco di potenzialità”. Rimanda alla camera anecoica in cui John Cage entrò nel 1950 all’Università di Harvard, in cui si rese conto che il silenzio non esiste come lui stesso raccontava con queste parole: “Tutti quelli che mi conoscono sanno questa storia. La ripeto continuamente. Comunque, in quella stanza silenziosa, udii due suoni, uno alto e uno basso. Così domandai al tecnico di servizio perché se la stanza era tanto a prova di suono, avevo udito due suoni. “Me li descriva”, disse. Io lo feci. Egli rispose: “Il suono alto era il suo sistema nervoso in funzione, quello basso il suo sangue in circolazione”.

Il Presidente Territoriale
Ivan Galiotto.

Immagine allegata: 
Nell'immagine il logo dell'UICI